venerdì 21 giugno 2013

Quartet e le adorabili smorfie di Maggie Smith


Siamo alle solite. Dovrei studiare come una pazzah sulla terrazzah (citazioni coltissime) e invece sto davanti allo schermo di questo maledettissimo pc a vedere film e telefilm senza sosta: è la vita della fan girl.
Ieri è stato il turno di Quartet, un film che volevo vedere da ventordici mila mesi e che finalmente ho avuto modo di godermi. Indovinate perchè lo volevo vedere tanto? C'è Maggie Smith. Ecco, vedete, quando decidete di guardare un film con Maggie, arrivate al punto che non ve ne frega proprio nulla se il film è bello o brutto, fino a che la vostra Maggie starà lì col suo sguardo severo e le smorfiette tenere non avrete scampo.


La cosa si fa ancora più ipnotizzante quando, non solo c'è Maggie Smith e una camionata di attori d'altri tempi - uno più bravo dell'altro - ma inoltre ti rendi conto che il film è davvero ben fatto e ha una storia da lacrimuccia finale.
Perchè sì, quando vediamo storie di non-più-giovani donzelle che amoreggiano delicatamente con i loro non-più-giovani compagni, il nostro cuoricino si scioglie sempre. Anche il mio quasi inesistente romanticismo torna a galla e si fa prendere dalla tenerezza della situazione.


Bisogna fare i complimenti a Dustin Hoffman che alla veneranda età di 75 anni decide di mettersi dalla parte opposta della cinepresa per realizzare questa commedia gradevolissima. E come non innamorarsi delle atmosfere ridicolmente british, dell'accento infinitamente british e dello humour classicamente british? È uno dei film più british evah, se non l'avevate ancora capito.
Hoffman va sul sicuro e realizza il film che deve piacere a tutti, dal padre di famiglia all'ultimo ragazzino emo dimenticato dal mondo.

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