Quando sono a casa tendo a dare la colpa al mio pc: la sua presenza all'interno della mia camera mi impedisce anche solo di pensare a mettere un piede a letto. Devo dare la giusta considerazione ai miliardi di social network cui sono iscritta. Devo mantenere i contatti con gli amici lontani, che ormai mi immaginano come una dea greca con una quarta di seno perchè continuo a illuderli - e resteranno molto delusi quando mi rivedranno. E non parliamo poi della mia giornaliera, attivissima e irrinunciabile attività telefilmica e perchè no anche cinematografica. Ovviamente poi, se mettiamo un attimo da parte l'esistenza del pc, devo finire la pila spaventosa di libri che si trovano al momento posteggiati sul mio comodino e dovrei anche recuperare tutto quello che non ho voluto studiare durante il giorno. Insomma se non dormo la notte non mi stupisco.
Comincio a farmi qualche domanda quando non riesco a dormire neanche la notte prima di un'esame. Quando per tranquillizzarmi e passare una notte 'diversa' decido di andare a dormire con due mie colleghe.
Penso che almeno due su tre di noi la ricorderanno come la peggiore notte della nostra vita. Per carità, un sacco di risate, ma anche tanta nevrastenia.
Tutto comincia in una notte tranquilla, quando M. decide che è finalmente arrivata l'ora di chiudere i libri. "Sono stanca, vi prego mettiamoci a letto", sembra una frase innocente e invece non avete idea di quante reazioni a catena ne siano potute venire fuori.
L'esame dell'indomani era di inglese e S. aveva nel suo iPhone un test idiota che, per farvi capire, urlava cose del tipo 'It's wrong! Naaa scherzavo it's wright!' se azzeccavi la risposta ma ti beccavi un 'ma dici vero?!' per ogni risposta sbagliata. Chiudiamo gli occhi quindi tra le risate generali, comprese le mie decisamente eccessive.
Io e S. passeremo i 30 minuti successivi a goderci il russare di M., contemplando l'idea di registrarla, ma prima di tutto di uccidere La Zanzara. La Zanzara - vorrei che nessuno di voi la conoscesse mai - è una bastarda succhiasangue che non vi renderà felici finchè non potrete ammirare l'opera contemporanea che il suo corpicino realizzerà sul muro, con l'aiuto di un colpo di tappina.
Esasperate da questo ronzio continuo nelle orecchie, io e S. decidiamo di accendere la luce: La Zanzara va uccisa. Ovviamente la bastarda sparisce esattamente nel momento in cui i miei occhi si abituano alla luce. E dopo svariati tentativi di ritrovarla, bisogna per stanchezza ammettere la sconfitta.
Ammetto, per correttezza, che mi ero messa a letto senza aver sonno e che di certo stringersi in 3 in un letto a una piazza e mezzo, scegliendo il posto centrale, non è stata forse una grandiosa idea. Ho dovuto impormi di ignorare La Zanzara e cercare di dormire, evitando le mie incontenibili risatine isteriche. La Zanzara non si arrese, io sentivo un caldo che manco ad Agosto ai Tropici e M. aveva un insano impulso a ginocchiate dritte sul mio livido.
Alle 4:40 circa mi arrendo. Mi alzo esasperata, quasi con le lacrime agli occhi e mi trasferisco sul divano. Passerò i tre quarti d'ora successivi, prima mettendo lo smalto rosso di S. sul mio di tre toni più scuro (vi lascio immaginare il risultato) e poi scrivendo la prima parte di questo immenso post su un tovagliolino di carta.
Alle 5:30 circa decido di tornare a letto, munita di santa pazienza. Appena entrata nella stanza S. si alza in uno scatto felino esordendo con voce dall'oltretomba 'collassa' e sparisce per la volta del divano. A quel punto non potevo essere più grata per il dono infinito che S. aveva deciso di farmi: mezzo letto, tutto per me.
Non sapevo però che la mezz'ora successiva sarebbe passata a rigirarmi nel letto, litigando con La Zanzara e facendo sogni in dormiveglia tra il porno e lo sconcertante che non conciliavano per niente il sonno. Alle 6, mi ritrovavo a fissare un preciso punto del muro da una cosa come 15 minuti, quando ecco che succede: La Zanzara si posa, lì, SUL MIO PUNTO DEL MURO. Era l'occasione, avevo l'assoluto bisogno di vederla morta e sì, morta fu.
Uccisa La Zanzara, potete solo lontanamente immaginare la mia euforia. Euforia che non mi assolutamente impedito di raggiungere S., ormai dormiente sul divano, per aggiornarla sulla notizia. Il suo sguardo nevrastenico in risposta al mio 'l'ho ammazzata' cambia in un battito di ciglio, nel momento in cui il suo cervello realizza finalmente la notizia.
Scoprirò poi che S. aveva aspettato per gran parte della nottata che io scacciassi la zanzara, per non dover muovere un muscolo e che S. stessa, nel momento in cui mi sono trasferita sul divano, ha rischiato un esaurimento nervoso perchè, in mia assenza, La Zanzara l'aveva 'puntata'.
Queste sono notti che vuoi solamente dimenticare.
Citazione da ricordare:
"Shouldn't you get some sleep?"
"Please, I'm a fan girl."
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