sabato 8 giugno 2013

Gli Abbordaggi Tristi


Credo che ognuna di noi, chi più chi meno, abbia avuto esperienza di un abbordaggio triste nella propria vita, se non addirittura traumatico. Ieri notte passeggiando per le stradine della Vucciria ho avuto qualche altro dei miei incontri del terzo tipo.
Normalmente non mi stupisco più di tanto perchè, come i miei amici amano ricordarmi, esco vestita in modi piuttosto 'esuberanti' (sarà questo il modo giusto di descriverli?), e quindi trovo normale attirare le attenzioni - negative o positive - della gente. Ma proprio ieri ero l'incarnazione della normalità: un vestito lungo a fantasia, un paio di zeppe e capelli sciolti. Niente di impressionante, ve lo posso assicurare, ma a quanto pare agli over-40 deve essere piaciuto il genere.


Cominciamo con il primo, che vince la medaglia d'oro per l'abbordaggio triste dell'anno. Ci incrociamo in una stradina stretta, ho giusto il tempo di alzare gli occhi per vedere la faccia da 50enne fallito, con 40kg di troppo e lo sguardo da marpione, che mi ferma dicendomi "scusa, credo ti sia caduto qualcosa" con un sorriso idiota in faccia rivolto agli amici. Per fortuna tutti questi anni di abbordaggi tristi mi hanno temprato. Non ho neanche guardato per terra per controllare e gli ho risposto acidissima: "trovati una battuta migliore, che questa è incredibilmente triste!" e lo lascio lì, tra le risate degli amici.


Poi c'è l'over-40 che è convinto che con un cocktail gratis troverà la donna della sua vita. E ti ferma con quello che lui pensa sia uno sguardo sexy e a te sembra solo lo sguardo di un disperato, chiedendoti con modi gentili: "posso offrire qualcosa a questa bella ragazza?". Il problema è che io qualcosa me la faccio offrire, ma appena 1 minuto dopo che mi avrai messo il cocktail in mano sarò almeno 10 isolati lontano da te.
Non è per cattiveria, almeno non il più delle volte, ma ci sono modi e modi. E questi sicuramente non sono modi per me. Voglio un Cary Grant, lui saprebbe come abbordarmi.

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