venerdì 28 giugno 2013

Man Of Steel: Henry Cavill e le tutine


Finalmente ho visto questo maledetto Man of Steel. Il tema 'Superman' è delicatissimo, è una di quelle storie che conosciamo in tutte le salse, i nostri genitori (sicuramente mio padre) lo chiamano ancora Nembo Kid e noi giovanotti lo associamo sempre a mantello e mutandoni rossi. I dettagli sulla storia dell'alieno cresciuto sulla terra, innamorato di Lois e dotato di superpoteri con cui vuol salvare a tutti i costi l'umanità, sono sempre stati scemotti ma affatto rilevanti.

#ormonella #cryptonitestick

Intanto dobbiamo parlare di Henry Cavill, IL MANZO con la tutina attillata. Potrebbe addirittura battere la bellezza di Wolverine. No aspettate, cosa ho appena detto? Wolverine è Ugo Jackman, nessuno è più bello di Ugo. NESSUNO. Ok, magari non batterà Wolverine ma c'ha un fisico da mutandine a terra. Henry Cavill è la mia cryptonite. Ma penso che sia la cryptonite di qualsiasi essere umano dotato di occhi funzionanti. E poi è inglese, non è un americanaccio come tutti i palestrati cinematografici, e ha 30 anni, potrei sposarlo e fare con lui tanti bambini.
Nel film c'è anche Russell Crowe, che poveraccio non ce la fa più e si vede. Dopo aver preso una cinquantina di kg si è arreso. Prestandosi tra l'altro dialoghi imbarazzanti nella parte di Jor-El: prima vivo e vegeto è il personaggio più triste evah, poi da morto diventa il prezzemolino, a riempire i buchi della storia. Russell, noi ti vogliamo comunque bene, anche cicciotto e puccioso.


Quando ho cominciato a vedere il film ero già preparata alla solita storia sull'uomo di buon cuore, ma ho trovato alcune particolarità inaspettate. Prima fra tutte le battaglie tra Superman e i cattivi. Mi ricordo che in precedenza Superman era attentissimo a non distruggere le città o uccidere esseri umani innocenti, era addirittura una delle sue preoccupazioni principali. In questo film è esattamente lui il distruttore supremo e la cosa mi piace da morire. Poi si arriva alla comicità massima quando, dopo aver distrutto interi quartieri, il nostro eroe vede un paio di turisti in un angolino e preso da un'improvvisa bontà di cuore decide di salvarli a tutti i costi.
E poi la svolta, per questa versione si decide di skippare del tutto il problema di Lois che non capisce che il suo collega di lavoro è in realtà quel gran manzo di Superman. Meglio così? In realtà non saprei, era bello quando si era piccoli guardare lo schermo e gridare esaltate: "Lois ma sei scema? È lui Superman!". Certo ora non mi farebbe lo stesso effetto ma sono stati comunque bei momenti.
Infine il padre di Clark: "devo confessarti figlio mio che in realtà sei un alieno" "ah ok". No, sul serio. Il problema della diversità di Clark è affrontato in un modo che da i brividi. Il padre invece di spingere il figlio a dare il meglio di se stesso, a essere l'eroe migliore del mondo, gli consiglia "nasconditi che sei un fenomeno da baraccone". Grandi esempi per le generazioni future insomma.


Il film è da vedere. Se si è amanti del genere, si riesce anche a sorvolare su scene improbabili come quella in cui Clark, in una sorta di sogno, affonda in sabbie mobili di teschi.... Si, sabbie mobili di teschi. Sequenza trash per eccellenza.
Però, porca miseria, dove sono i mutandoni? DOVE?

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