È da una settimana che leggo un libro che si sta rivelando spassoso e piacevole: La versione di Barney. Ammetto che ho dovuto faticare un po' nella prima parte del romanzo, in cui il protagonista comincia a parlare di fatti e personaggi totalmente ignoti, che non fanno altro che confonderti e farti chiedere a te stesso 'e che me frega?'.
“Posso querelare per diffamazione un tizio che mi accusa nero su bianco di avere picchiato mia moglie, di essere un plagiario, uno spacciatore, un alcolizzato con tendenze violente, e con tutta probabilità anche un assassino?""Non saprei. Mi sembra che il tizio sia piuttosto bene informato."
Poi succede che a metà del libro ti ritrovi innamorata di Barney, un produttore televisivo canadese e ultrasessantenne, decisamente fuori dal coro. E incomincia un rapporto di odio e amore: odio perchè si innamora di donne che non sono te; e amore per aver vissuto a Parigi e aver vissuto una vita rischiando in continuazione.
"Leggevo dalla mattina alla sera, questo sì, ma prendereste una bella toppa se lo consideraste un segno di spessore umano. O peggio, di sensibilità."
Le sue storie sono totalmente scorrette e un bel po' caotiche, tanto da far perdere il lettore in una spirale del tempo totalmente stravolto. In ogni riga ho trovato un'ironia e un sarcasmo piacevole che difficilmente si trovano in altri romanzi.
Appena riesco a finirlo, ho intenzione di recuperare il film, che a quanto dicono non dovrebbe essere tanto male.
"Ai miei tempi quando una donna diventava una star del cinema doveva girare in occhiali da sole e foulard, se non voleva essere fermata ogni due metri; adesso basta che si vesta."
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