domenica 30 giugno 2013

Spring Break Forever Bitches


Per vedere un certo genere di film ci vuole una mente aperta. Una mente apertissima e certe volte non basta neanche quella. Io di poche cose mi vanto, ma la mente aperta è una di quelle cose di cui vado fierissima.
È rarissimo che io decida di rivedere un film. Anche se mi è piaciuto moltissimo evito sempre, preferisco che il mio primo giudizio resti inalterato. E inoltre ho paura di annoiarmi a morte, come succede il 90% delle volte. Oggi invece ho rivisto Spring Breakers.


L'idea di base per la costruzione di questo film è così banale che risulta praticamente imbarazzante: sesso, droga, denaro, violenza e donne. Tutto ciò che i film più 'spinti' degli ultimi anni ci hanno già proposto in tutte le salse. Harmony Korine, costruisce la sua regia per creare una sorta di film d'autore, che ci permette di rimanere bloccati per quasi due ore all'interno di un'adolescenza fuori controllo. È proprio questa visione disillusa e totalmente violenta dell'adolescenza che fa di questo film una trappola per chi di questo genere è innamorato. Insomma è una trappola per me. Io che quando vedo violenza e sesso gratuito, giovani donzelle senza scrupoli, gangster ridotti a macchiette e abuso estremo di alcolici e narcotici mi lascio prendere dal film dopo i primi 30 minuti.
Se poi come giovani donzelle sbandatissime scegli tutte le nuove leve ex-principesse Disney puoi star sicuro che il mio cuore sarà per sempre tuo. Vanessa Hudgens e Ashley Benson sono praticamente nate per questi ruoli, sembra che il destino le abbia messe al mondo solo per girare questo film.Un po' sotto tono invece è James Franco, solitamente bravissimo, è praticamente sotterrato dalla ridicolezza del suo personaggio.
Dal punto di vista della regia non si può negare il fatto che Korine sappia il fatto suo. E se ne volete una prova basta semplicemente dare un'occhiata alla sequenza della rapina al fast food, tecnicamente impeccabile.


Anche la colonna sonora (ma qui sono di parte) mi è piaciuta molto. Sicuramente accompagnava bene il genere di immagini proposte, passando dai toni forti di Skrillex alle ballate malinconiche di Britney Spears.
Per molti di voi questo film sarà solo 'ex starlette Disney che amano sballarsi, uccidere le persone e non possiedono pantaloni'. E so bene che non posso darvi torto. Ma forse possiamo considerarla quasi un'espressione del femminismo. Ok si, dimenticatevi per un attimo le limonate durissime e le tette che vi ballonzolano davanti per tutta la durata del film. Il regista stesso lo afferma, queste quattro ragazze non si comportano come le piccole e brave ragazze bianche dovrebbero. Sono forti, hanno il potere e non sono vittime. Korine ha scelto proprio le nostre reginette Disney per rendere i loro personaggi più incongruenti che mai e sconvolgere le nostre aspettative verso queste donne senza macchia.


L'unica cosa negativa è che queste ragazzine apparentemente forti lo sono semplicemente da un punto di vista maschile. Sembra tutto una fantasia di un uomo con qualche rotella fuori posto.
Si, forse avete ragione voi: tette ballonzolanti, scene di sesso tra adolescenti, bikini in colori neon sono una rappresentazione del potere femminile solo per gli occhi dell'uomo di mezza età che ha diretto il tutto.
Però, perdonatemi, ma io continuerò ad amarlo e a vederlo contentissima.


Citazione da ricordare:
"I'm tired of seeing the same thing. Everybody's so miserable here because they see the same things everyday, they wake up in the same bed, same houses, same depressing streetlights, one gas station, grass, it's not even green, it's brown. Everything is the same and everyone is just sad. I really don't want to end up like them. I just want to get out of here. There's more than just spring break. This is our chance to see something different."

venerdì 28 giugno 2013

Man Of Steel: Henry Cavill e le tutine


Finalmente ho visto questo maledetto Man of Steel. Il tema 'Superman' è delicatissimo, è una di quelle storie che conosciamo in tutte le salse, i nostri genitori (sicuramente mio padre) lo chiamano ancora Nembo Kid e noi giovanotti lo associamo sempre a mantello e mutandoni rossi. I dettagli sulla storia dell'alieno cresciuto sulla terra, innamorato di Lois e dotato di superpoteri con cui vuol salvare a tutti i costi l'umanità, sono sempre stati scemotti ma affatto rilevanti.

#ormonella #cryptonitestick

Intanto dobbiamo parlare di Henry Cavill, IL MANZO con la tutina attillata. Potrebbe addirittura battere la bellezza di Wolverine. No aspettate, cosa ho appena detto? Wolverine è Ugo Jackman, nessuno è più bello di Ugo. NESSUNO. Ok, magari non batterà Wolverine ma c'ha un fisico da mutandine a terra. Henry Cavill è la mia cryptonite. Ma penso che sia la cryptonite di qualsiasi essere umano dotato di occhi funzionanti. E poi è inglese, non è un americanaccio come tutti i palestrati cinematografici, e ha 30 anni, potrei sposarlo e fare con lui tanti bambini.
Nel film c'è anche Russell Crowe, che poveraccio non ce la fa più e si vede. Dopo aver preso una cinquantina di kg si è arreso. Prestandosi tra l'altro dialoghi imbarazzanti nella parte di Jor-El: prima vivo e vegeto è il personaggio più triste evah, poi da morto diventa il prezzemolino, a riempire i buchi della storia. Russell, noi ti vogliamo comunque bene, anche cicciotto e puccioso.


Quando ho cominciato a vedere il film ero già preparata alla solita storia sull'uomo di buon cuore, ma ho trovato alcune particolarità inaspettate. Prima fra tutte le battaglie tra Superman e i cattivi. Mi ricordo che in precedenza Superman era attentissimo a non distruggere le città o uccidere esseri umani innocenti, era addirittura una delle sue preoccupazioni principali. In questo film è esattamente lui il distruttore supremo e la cosa mi piace da morire. Poi si arriva alla comicità massima quando, dopo aver distrutto interi quartieri, il nostro eroe vede un paio di turisti in un angolino e preso da un'improvvisa bontà di cuore decide di salvarli a tutti i costi.
E poi la svolta, per questa versione si decide di skippare del tutto il problema di Lois che non capisce che il suo collega di lavoro è in realtà quel gran manzo di Superman. Meglio così? In realtà non saprei, era bello quando si era piccoli guardare lo schermo e gridare esaltate: "Lois ma sei scema? È lui Superman!". Certo ora non mi farebbe lo stesso effetto ma sono stati comunque bei momenti.
Infine il padre di Clark: "devo confessarti figlio mio che in realtà sei un alieno" "ah ok". No, sul serio. Il problema della diversità di Clark è affrontato in un modo che da i brividi. Il padre invece di spingere il figlio a dare il meglio di se stesso, a essere l'eroe migliore del mondo, gli consiglia "nasconditi che sei un fenomeno da baraccone". Grandi esempi per le generazioni future insomma.


Il film è da vedere. Se si è amanti del genere, si riesce anche a sorvolare su scene improbabili come quella in cui Clark, in una sorta di sogno, affonda in sabbie mobili di teschi.... Si, sabbie mobili di teschi. Sequenza trash per eccellenza.
Però, porca miseria, dove sono i mutandoni? DOVE?

martedì 25 giugno 2013

La nostalgia del Pride e il Casto Divo


Vi avevo promesso di tenervi aggiornati su questa settimana al pride. In realtà vi ho illuso e non vi ho raccontato proprio nulla. La verità é che questi ultimi giorni passati al Palermo Pride Village mi hanno totalmente presa.
Cominciamo dai bellissimi concerti, prima Daniele Silvestri, che non sarà John Lennon ma ci ha fatto passare una gradevole serata, poi Di Martino, decisamente non il mio genere, e infine il pezzo forte a chiusura di un Pride indimenticabile, Immanuel Casto.
Proprio Immanuel sarà una delle cose che ricorderò più piacevolmente di questo Pride. Ancora non mi spiego come un tipo così timido e per le sue riesca a creare canzoni tanto spinte e ironiche. Immanuel, credo non solo di stimarti ma anche si essere innamorata di te! In effetti sembra proprio il tipico nerd di cui mi potrei innamorare. Unica pecca di quest'ultima serata è stata una lunghissima ora di rockabilly improponibile prima che Immanuel salisse sul palco. Roba da strapparsi i capelli dalla disperazione.
A fine concerto, con l`aiuto di una carissima amica, siamo riusciti a entrare nel backstage per una foto. Non potevo essere più felice!

La foto con il Casto Divo

La sfilata dei carri di sabato invece è stata pazzesca, distruttiva oltremodo ma pazzesca. Farmi 5km a piedi ballando senza sosta ha aiutato il mio organismo a perdere qualche kg ma mi ha anche procurato dolori muscolari che manco se mi fossi fatta un corso intensivo di pilates. 21 carri, una cosa come 150000 persone e una città bella come sempre hanno fatto diventare questo Pride qualcosa di veramente indimenticabile.
Del Village poi, ve ne ho già parlato, sembrava un po` una fiera di paese ma più colorata. Quella folla continua e tutte le varie iniziative realizzate al`interno, lo rendevano un posto magico fuori dal mondo.


Sono in piena astinenza, passare per quelle strade dove ogni sera vedevo luci, colori e gente in festa semi deserte mi deprime moltissimo.
Palermo in realtà non era pronta per un Pride Nazionale, secondo il mio modestissimo parere. Ma nonostante tutto, quei pochi di noi che nel Pride ci credono davvero hanno reso impeccabile questa manifestazione.

venerdì 21 giugno 2013

Quartet e le adorabili smorfie di Maggie Smith


Siamo alle solite. Dovrei studiare come una pazzah sulla terrazzah (citazioni coltissime) e invece sto davanti allo schermo di questo maledettissimo pc a vedere film e telefilm senza sosta: è la vita della fan girl.
Ieri è stato il turno di Quartet, un film che volevo vedere da ventordici mila mesi e che finalmente ho avuto modo di godermi. Indovinate perchè lo volevo vedere tanto? C'è Maggie Smith. Ecco, vedete, quando decidete di guardare un film con Maggie, arrivate al punto che non ve ne frega proprio nulla se il film è bello o brutto, fino a che la vostra Maggie starà lì col suo sguardo severo e le smorfiette tenere non avrete scampo.


La cosa si fa ancora più ipnotizzante quando, non solo c'è Maggie Smith e una camionata di attori d'altri tempi - uno più bravo dell'altro - ma inoltre ti rendi conto che il film è davvero ben fatto e ha una storia da lacrimuccia finale.
Perchè sì, quando vediamo storie di non-più-giovani donzelle che amoreggiano delicatamente con i loro non-più-giovani compagni, il nostro cuoricino si scioglie sempre. Anche il mio quasi inesistente romanticismo torna a galla e si fa prendere dalla tenerezza della situazione.


Bisogna fare i complimenti a Dustin Hoffman che alla veneranda età di 75 anni decide di mettersi dalla parte opposta della cinepresa per realizzare questa commedia gradevolissima. E come non innamorarsi delle atmosfere ridicolmente british, dell'accento infinitamente british e dello humour classicamente british? È uno dei film più british evah, se non l'avevate ancora capito.
Hoffman va sul sicuro e realizza il film che deve piacere a tutti, dal padre di famiglia all'ultimo ragazzino emo dimenticato dal mondo.

lunedì 17 giugno 2013

Palermo Pride Village 2013


Da quando anche Palermo, tre anni fa, è entrata nella spirale gioiosa del Pride, mi sono promessa di partecipare ogni anno, nel limite delle possibilità, alle manifestazioni organizzate in merito. E devo dire che seppur per pochi momenti, quando si sfila in centro su quei carri colorati sembra di stare in una città diversa, più aperta alle differenze e più tollerante. Quasi riesci a essere fiera dei tuoi concittadini, che però per il resto dell'anno sembrano tutt'altro che disposti a tollerare e ad aprirsi.

Io e il mio biondino sul carro del Palermo Pride 2012
Per cui quando quest'anno sono venuta a sapere che il Pride Nazionale si sarebbe tenuto a Palermo, ero felice: avrei partecipato con immenso piacere a una manifestazione di livello nazionale per combattere per quello in cui credo sinceramente, ma ero anche preoccupata che Palermo non fosse ancora pronta.
Ormai siamo al terzo giorno del Pride Village, una cittadina messa su all'interno dei Cantieri Culturali della Zisa, e da quando le diverse iniziative sono iniziate sento pareri favorevoli, so di eventi culturali interessanti, vedo le foto della gente entusiasta.
E allora è possibile che sia io che mi sia sbagliata? E che in effetti forse Palermo è veramente pronta per una svolta? O è solo un entusiasmo passeggero?
Vedremo nei prossimi giorni. Nell'attesa, domani mi godrò Daniele Silvestri, sabato ci sarà la sfilata con i carri e infine domenica il concerto di chiusura di Immanuel Casto. Vi farò avere più foto e notizie possibili.


Sabato scorso il Palermo Pride ha riunito tutta la città per una delle serate più divertenti della mia vita. Si respirava allegria nell'aria. E io ero così tanto allegra che ho creduto fosse saggio correre con un tacco 13 sulla ghiaia, per poi ovviamente sfracellarmi a terra. A parte un ginocchio abbondantemente sanguinante e un'amica in coma etilico, sono salva e la serata è andata alla grande. Ringrazio gli organizzatori di questo Pride per averci regalato questa settimana indimenticabile e non vedo l'ora di tornare al Village per esplorarlo interamente!
Il teatro massimo con i colori dell'arcobaleno

domenica 9 giugno 2013

Stoker: lo Zio-Manzo


*Attenzione: questo post contiene spoiler riguardanti il film Stoker, se non volete rovinarvi la visione, rimandate la lettura.*

Mi dicono sempre che vivo dentro un telefilm. Ed è anche vero considerato che la maggior parte delle mie giornate le passo come uno strano personaggio di una ancora più strana serie TV. Però certe volte, quando mi capitano bei film sotto gli occhi, specialmente quando la protagonista è una donna, mi immedesimo totalmente in lei. Il problema non si pone quando guardo commedie o film leggeri. Ma quando hai sotto mano thriller psicologici e la protagonista è una specie di serial killer ti fa un po' senso.


Per carità so perfettamente che non sarei in grado di fare male a una mosca, ma quando vedi queste ragazze, di solito bellissime, con il coltello in mano, ti vien voglia di vivere dentro un film. In realtà la voglia viene solo a me, da brava 'strana'.
Per esempio Stoker l'ho visto qualche ora fa e mi immagino ancora con i tacchi e un fucile da caccia in mano, davanti a una telecamera. Sarei proprio figa, ammettiamolo.
Il personaggio principale poi è una ragazza che si abbina perfettamente alla mia personalità. Forse non sarò totalmente fuori melone come lei, non avrò una famiglia da film dell'orrore, ma porca miseria sono una disagiata tanto quanto lei, quello si! E poi quest'idea dello zio manzo e giovanissimo che si innamora di te e ti fa complice è meravigliosa (sempre per un film EH!).


Poi se penso che inizialmente per la parte dello zio manzo doveva esserci Colin Firth mi parte in testa un filmone unico e irripetibile, che forse manco Cicciolina. Poi c'è di mezzo anche Nicole Kidman e parto per la tangente in un attimo (tag correlato: #ormonella).
Comunque, vi avverto già che se avete letto questo post senza aver visto il film non avete capito cosa vi siete persi. È un film da vedere. Non c'è altro da dire.

Citazione da ricordare:
"Just as a flower does not choose its color, we are not responsible for what we have come to be. Only once you realize this do you become free."

sabato 8 giugno 2013

Gli Abbordaggi Tristi


Credo che ognuna di noi, chi più chi meno, abbia avuto esperienza di un abbordaggio triste nella propria vita, se non addirittura traumatico. Ieri notte passeggiando per le stradine della Vucciria ho avuto qualche altro dei miei incontri del terzo tipo.
Normalmente non mi stupisco più di tanto perchè, come i miei amici amano ricordarmi, esco vestita in modi piuttosto 'esuberanti' (sarà questo il modo giusto di descriverli?), e quindi trovo normale attirare le attenzioni - negative o positive - della gente. Ma proprio ieri ero l'incarnazione della normalità: un vestito lungo a fantasia, un paio di zeppe e capelli sciolti. Niente di impressionante, ve lo posso assicurare, ma a quanto pare agli over-40 deve essere piaciuto il genere.


Cominciamo con il primo, che vince la medaglia d'oro per l'abbordaggio triste dell'anno. Ci incrociamo in una stradina stretta, ho giusto il tempo di alzare gli occhi per vedere la faccia da 50enne fallito, con 40kg di troppo e lo sguardo da marpione, che mi ferma dicendomi "scusa, credo ti sia caduto qualcosa" con un sorriso idiota in faccia rivolto agli amici. Per fortuna tutti questi anni di abbordaggi tristi mi hanno temprato. Non ho neanche guardato per terra per controllare e gli ho risposto acidissima: "trovati una battuta migliore, che questa è incredibilmente triste!" e lo lascio lì, tra le risate degli amici.


Poi c'è l'over-40 che è convinto che con un cocktail gratis troverà la donna della sua vita. E ti ferma con quello che lui pensa sia uno sguardo sexy e a te sembra solo lo sguardo di un disperato, chiedendoti con modi gentili: "posso offrire qualcosa a questa bella ragazza?". Il problema è che io qualcosa me la faccio offrire, ma appena 1 minuto dopo che mi avrai messo il cocktail in mano sarò almeno 10 isolati lontano da te.
Non è per cattiveria, almeno non il più delle volte, ma ci sono modi e modi. E questi sicuramente non sono modi per me. Voglio un Cary Grant, lui saprebbe come abbordarmi.

mercoledì 5 giugno 2013

Freddie e Stuart: la mia Coppia Preferita


Tanto per cominciare, per capire di cosa sto parlando, dovete sapere chi è Ian McKellen. Oltre che un attore Shakespeariano, come si dice in questi casi, lo conoscerete sicuramente per il ruolo di Gandalf nel Signore degli Anelli e per il ruolo di Magneto nella saga X-Men. Insomma se ancora non avete capito chi è, dovete assolutamente recuperare qualcosa di suo, perchè oltre che essere un attore straordinario e un simpaticissimo 'tipo'.


Appena ho saputo che proprio lui era protagonista di una nuova comedy inglese non ho potuto resistere.
La comedy in questione si chiama Vicious e racconta le vicende di una coppia di ultrasettantenni gay che sta insieme da un'intera vita. Capite?
Gli attori sembrano recitare su un palcoscenico teatrale piuttosto che davanti alle telecamere, esagerando ogni movimento e ogni battuta, come si è soliti fare a teatro.


Ma perchè vi sto parlando proprio di loro? Beh, intanto perchè la coppia Freddie-Stuart è la coppia di cui ognuno di noi desidererebbe far par parte prima o poi nella vita, perchè l'impostazione teatrale data dalla regia è un forte cambiamento rispetto alle comedy cui siamo abituati (seppur forse un po' demodé) e infine perchè nel cast c'è anche un Iwan Rheon, bello come sempre.


Iwan Rheon è il Simon che noi tutte conosciamo come Il Bono di Misfits. E rivederlo sullo schermo mi ha illuminato la giornata.
Lo consiglio per la bravura degli attori, prima di tutto, ma anche per le belle interazioni di coppia. Lo sconsiglio solo per l'impostazione all'antica.

martedì 4 giugno 2013

Come ho conosciuto Barney Panofsky


È da una settimana che leggo un libro che si sta rivelando spassoso e piacevole: La versione di Barney. Ammetto che ho dovuto faticare un po' nella prima parte del romanzo, in cui il protagonista comincia a parlare di fatti e personaggi totalmente ignoti, che non fanno altro che confonderti e farti chiedere a te stesso 'e che me frega?'.

“Posso querelare per diffamazione un tizio che mi accusa nero su bianco di avere picchiato mia moglie, di essere un plagiario, uno spacciatore, un alcolizzato con tendenze violente, e con tutta probabilità anche un assassino?""Non saprei. Mi sembra che il tizio sia piuttosto bene informato."

Poi succede che a metà del libro ti ritrovi innamorata di Barney, un produttore televisivo canadese e ultrasessantenne, decisamente fuori dal coro. E incomincia un rapporto di odio e amore: odio perchè si innamora di donne che non sono te; e amore per aver vissuto a Parigi e aver vissuto una vita rischiando in continuazione.

"Leggevo dalla mattina alla sera, questo sì, ma prendereste una bella toppa se lo consideraste un segno di spessore umano. O peggio, di sensibilità."

Le sue storie sono totalmente scorrette e un bel po' caotiche, tanto da far perdere il lettore in una spirale del tempo totalmente stravolto. In ogni riga ho trovato un'ironia e un sarcasmo piacevole che difficilmente si trovano in altri romanzi.
Appena riesco a finirlo, ho intenzione di recuperare il film, che a quanto dicono non dovrebbe essere tanto male.
"Ai miei tempi quando una donna diventava una star del cinema doveva girare in occhiali da sole e foulard, se non voleva essere fermata ogni due metri; adesso basta che si vesta."

lunedì 3 giugno 2013

Diario di un Insonne

L'insonnia non è una novità per me.
Quando sono a casa tendo a dare la colpa al mio pc: la sua presenza all'interno della mia camera mi impedisce anche solo di pensare a mettere un piede a letto. Devo dare la giusta considerazione ai miliardi di social network cui sono iscritta. Devo mantenere i contatti con gli amici lontani, che ormai mi immaginano come una dea greca con una quarta di seno perchè continuo a illuderli - e resteranno molto delusi quando mi rivedranno. E non parliamo poi della mia giornaliera, attivissima e irrinunciabile attività telefilmica e perchè no anche cinematografica. Ovviamente poi, se mettiamo un attimo da parte l'esistenza del pc, devo finire la pila spaventosa di libri che si trovano al momento posteggiati sul mio comodino e dovrei anche recuperare tutto quello che non ho voluto studiare durante il giorno. Insomma se non dormo la notte non mi stupisco.


Comincio a farmi qualche domanda quando non riesco a dormire neanche la notte prima di un'esame. Quando per tranquillizzarmi e passare una notte 'diversa' decido di andare a dormire con due mie colleghe.
Penso che almeno due su tre di noi la ricorderanno come la peggiore notte della nostra vita. Per carità, un sacco di risate, ma anche tanta nevrastenia.


Tutto comincia in una notte tranquilla, quando M. decide che è finalmente arrivata l'ora di chiudere i libri. "Sono stanca, vi prego mettiamoci a letto", sembra una frase innocente e invece non avete idea di quante reazioni a catena ne siano potute venire fuori.
L'esame dell'indomani era di inglese e S. aveva nel suo iPhone un test idiota che, per farvi capire, urlava cose del tipo 'It's wrong! Naaa scherzavo it's wright!' se azzeccavi la risposta ma ti beccavi un 'ma dici vero?!' per ogni risposta sbagliata. Chiudiamo gli occhi quindi tra le risate generali, comprese le mie decisamente eccessive.
Io e S. passeremo i 30 minuti successivi a goderci il russare di M., contemplando l'idea di registrarla, ma prima di tutto di uccidere La Zanzara. La Zanzara - vorrei che nessuno di voi la conoscesse mai - è una bastarda succhiasangue che non vi renderà felici finchè non potrete ammirare l'opera contemporanea che il suo corpicino realizzerà sul muro, con l'aiuto di un colpo di tappina.
Esasperate da questo ronzio continuo nelle orecchie, io e S. decidiamo di accendere la luce: La Zanzara va uccisa. Ovviamente la bastarda sparisce esattamente nel momento in cui i miei occhi si abituano alla luce. E dopo svariati tentativi di ritrovarla, bisogna per stanchezza ammettere la sconfitta.
Ammetto, per correttezza, che mi ero messa a letto senza aver sonno e che di certo stringersi in 3 in un letto a una piazza e mezzo, scegliendo il posto centrale, non è stata forse una grandiosa idea. Ho dovuto impormi di ignorare La Zanzara e cercare di dormire, evitando le mie incontenibili risatine isteriche. La Zanzara non si arrese, io sentivo un caldo che manco ad Agosto ai Tropici e M. aveva un insano impulso a ginocchiate dritte sul mio livido.
Alle 4:40 circa mi arrendo. Mi alzo esasperata, quasi con le lacrime agli occhi e mi trasferisco sul divano. Passerò i tre quarti d'ora successivi, prima mettendo lo smalto rosso di S. sul mio di tre toni più scuro (vi lascio immaginare il risultato) e poi scrivendo la prima parte di questo immenso post su un tovagliolino di carta.


Alle 5:30 circa decido di tornare a letto, munita di santa pazienza. Appena entrata nella stanza S. si alza in uno scatto felino esordendo con voce dall'oltretomba 'collassa' e sparisce per la volta del divano. A quel punto non potevo essere più grata per il dono infinito che S. aveva deciso di farmi: mezzo letto, tutto per me.
Non sapevo però che la mezz'ora successiva sarebbe passata a rigirarmi nel letto, litigando con La Zanzara e facendo sogni in dormiveglia tra il porno e lo sconcertante che non conciliavano per niente il sonno. Alle 6, mi ritrovavo a fissare un preciso punto del muro da una cosa come 15 minuti, quando ecco che succede: La Zanzara si posa, lì, SUL MIO PUNTO DEL MURO. Era l'occasione, avevo l'assoluto bisogno di vederla morta e sì, morta fu.
Uccisa La Zanzara, potete solo lontanamente immaginare la mia euforia. Euforia che non mi assolutamente impedito di raggiungere S., ormai dormiente sul divano, per aggiornarla sulla notizia. Il suo sguardo nevrastenico in risposta al mio 'l'ho ammazzata' cambia in un battito di ciglio, nel momento in cui il suo cervello realizza finalmente la notizia.
Scoprirò poi che S. aveva aspettato per gran parte della nottata che io scacciassi la zanzara, per non dover muovere un muscolo e che S. stessa, nel momento in cui mi sono trasferita sul divano, ha rischiato un esaurimento nervoso perchè, in mia assenza, La Zanzara l'aveva 'puntata'.


Queste sono notti che vuoi solamente dimenticare.

Citazione da ricordare:
"Shouldn't you get some sleep?"
"Please, I'm a fan girl."

sabato 1 giugno 2013

Promemoria per Alcolisti Responsabili

Da brava alcolista agonistica ho dovuto negli anni imparare un sacco di cose che sono quanto meno essenziali per coloro che vogliono passare serate, a casa o semplicemente per le strade e i locali della propria città, totalmente fuori senno. Questo genere di serate per me non sono più una novità, anzi si svolgono spesso e sempre allo stesso modo: si comincia lievemente brilla all'aperitivo e si finisce solo quando le prime luci del sole ti costringeranno a tornare nel tuo sarcofago.


- Mai bere per dimenticare. 
Questa è decisamente la prima regola se vuoi essere a tutti gli effetti un bravo alcolista. Se bevi per dimenticare puoi star ben sicuro che l'indomani ci sarà il doppio di roba che vorresti non fosse mai successa. Si beve sempre e solo per avere qualcosa da cercare di ricordare.
- Nessun rimpianto.
Tutto ciò che si fa da ubriachi, rimane nel limbo degli ubriachi. Questa è regola importante ma purtroppo spesso tralasciata. Tutto ciò che si fa da ubriachi, lo si fa perchè da ubriachi una qualche parte di te era assolutamente certa di fare la cosa giusta. Non importa se l'indomani ti sentirai uno schifo, doveva semplicemente succedere.
- Conoscere i propri limiti.
Bisogna sapere quando fermarsi. Bisogna trovare la giusta via di mezzo tra lo 'sbo-sbo-sbocco ancora' e il 'che palle, quando andiamo a casa?'. Col tempo si impareranno piccoli trucchi come mai mischiare troppi superalcolici e mangiare realmente il limone dopo la tequila. Bisogna saper darsi il tono giusto anche da ubriachi, cercando di evitare di arrivare al patetico.
- Non perdere niente.
Questa è la sfida più difficile anche per me, che sono ormai campionessa regionale dell'alcolismo responsabile. Da ubriaca è praticamente impossibile cercare di non dimenticare il cellulare sul tavolino di un bar, le sigarette in macchina di un amico o il cappotto a casa del proprio ragazzo. Il consiglio è: mai pensare 'vabè, sarà in borsa', perchè in borsa non c'è mai.
- Circondatevi di persone fidate.
Ecco, la fortuna di avere questo genere di persone accanto ce l'hanno in pochi. Sapersi scegliere gli amici da sbronza è essenziale. Bisogna che siano persone abituate all'alcol tanto quanto te, che non ti giudicheranno mai per tutto ciò che farai quando non sarai in te. E che possibilmente facciano altrettanti guai, in modo da farti sentire meno in colpa per te stessa.
- Datevi tregua.
Per quanto l'essere sbronza sia una delle mie cose preferite, bisogna sapersi regolare. Io per esempio, mi concedo dai 2 ai 3 giorni a settimana di sbronza, non di più.



- Non essere troppo sentimentali.
Da bravo ubriaco sarai sempre circondato da altri ubriachi, che tutto vorranno tranne sentirti parlare del senso della vita e del tuo amore per gli ocelot (really AWESOME by the way). Imparate a non farvi odiare o ridere dietro. Bisognerà semplicemente vivere il momento e lasciare gli argomenti profondi per momenti più sobri.
- Mai fare foto 'sexy'.
Purtroppo il senso di se stessi da ubriachi è un bel po' distorto. Dunque sarà praticamente impossibile stabilire se la propria posizione/espressione siano veramente sexy (capita circa il 5% delle volte) o sia semplicemente più scandalosa delle foto di Britney che si da alla rasatura. Non parliamo poi delle amiche più ubriache di te che, senza rendersi conto della catastrofe imminente, decidono di pubblicare seduta stante le suddette foto.
- Vestitevi comode.
Se sapete già come andrà a finire la serata e quali sono le vostre reali intenzioni con l'alcool vestitevi comode.  Se non potete rinunciare ai tacchi, optate per delle zeppe che al massimo vi doneranno qualche storta che l'indomani ricorderete dolorosamente. Se volete mettere una gonna, assicuratevi di avere delle belle mutandine, perchè se la vista è bella vi sentirete meno in imbarazzo. Evitate maglie troppo impegnative a meno che non siate pronte a portarle in lavanderia l'indomani totalmente ricoperte di macchie gentilmente offerte dal passante di turno munito di cocktail.
- Tenete gomme da masticare sempre in borsa.
Non c'è niente di peggio che parlare con qualcuno e sentire tutte le ventordici birre che ha appena bevuto. Una cicca ogni due ore fa passare la paura e vi rende a prova di bacio.


Buona sbronza!