lunedì 28 ottobre 2013

Nostalgia Portami Via: la vecchia televisione

Per ora ho una fortissima nostalgia degli anni novanta. Quindi non stupitevi se arriveranno milioni di post in proposito. E vorrei proprio cominciare con una carrellata di quei programmi televisivi di cui i bambini dei giorni nostri non hanno idea.


Solletico: "Solletico So-so-solletico" con questo ci passavo pomeriggi interi e se per un giorno lo saltavo mi sentivo quasi in colpa. Mauro Serio era il nostro migliore amico e non potevo neanche lontanamente immaginare una vita senza di lui. Con i cartoni animati, le serie tv e i giochi telefonici, cui tua madre ti vietava di partecipare per evitare bollette salatissime.


Bim bum bam: il programma che ci ha accompagnato per tutta la nostra adolescenza con una quantità indescrivibile di cartoni animati. E poi il pupazzetto Uan chi se lo scorda?


Domenica Disney: mentre le nostre mamme ci preparavano brioscine con burro e prosciutto, noi guardavamo cortometraggi Disney come se fosse l'unico vero scopo della nostra vita.


Esplorando il corpo umano: "Siamo fatti così, siamo proprio fatti cosìììì!". Possedevo videocassette, libri e quel modellino del corpo umano da costruire che metteva non poca ansia.


La Zingara: e quella carta della Luna Nera che ti provocava (e ti provoca ancora) risate isteriche e incontrollabili. Con quei quiz idiotissimi e la faccia impagabile della zingara Cloris.


Ok, il prezzo è giusto!: quando ancora Iva Zanicchi era una normale signorotta con la sua età e la sua dignità e la vetrina si presentava dicendo "Apriti, sesamo!". Quando davanti al televisore sognavi di essere in studio a gridare "Cento, cento, cento!".


L'albero Azzurro: c'è chi lo odiava e chi lo amava, io ero semplicemente molto piccola ed ero abbastanza terrorizzata da Dodo che quando usciva da quel buco nell'albero mi inquietava da morire. Con questo ci sono veramente cresciuta.


Telegatto: Tv Sorrisi e Canzoni poteva essere considerata una delle riviste più presenti nelle case degli italiani, perché se non l'avevi non avevi neanche idea di cosa avrebbero trasmesso in tv la sera. Il Telegatto resta sempre nella mia memoria come il premio più inutile nella storia dei premi.


Giochi senza frontiere: questo sì che era un programma cazzuto, di quelli che ti sedevi sul divano con i genitori o con gli amici e non smettevi un secondo di ridere, non ti alzavi neanche per la pipì perché avevi paura di perderti una scena epica.


Babar: mia madre continua a sostenere che sia uno dei cartoni animati più carini tra quelli che io e mio fratello guardavamo, io ho solo vaghi ricordi di risvegli traumatici con Babar prima di andare a scuola e di quella meravigliosa sigla.


Festivalbar: Fiorello era ancora l'animatore dei villaggi con le battute stupide, le giacche indescrivibilmente esagerate e il codino che fece la storia. Quei cd del Festivalbar li avete consumati in ogni modo possibile immaginabile e aspettavate tutto l'anno la nuova edizione, ammettetelo.

Mi fermo qui anche se la lista sarebbe considerevolmente più lunga. Non mi sono mica dimenticata Il principe di Bel Air o i Robinson o ancora tutti i cartoni animati con cui sono cresciuta da Sailor Moon a Piccoli Problemi di Cuore, senza tralasciare le Tartarughe Ninja o gli Street Sharks. Per non parlare di tutta la programmazione di Mtv con Daria o Ranma 1/2 o dei quiz televisivi come Gira la Ruota. Ma è davvero troppo, lascerò che la vostra memoria faccia da sé e probabilmente ne trarrò spunto per creare un nuovo album su Pinterest.

domenica 13 ottobre 2013

La Mancanza di Tecnologia Provoca Disagio


La frase "non sai quanto qualcosa può mancarti finché non va via sul serio" dice solo una grandissima verità. Ma io non sto parlando di amici, di famiglia o di fidanzati, sto parlando del mio adorato computer. Sì perché il pc ha deciso di abbandonarmi e da qualche giorno questa parte sono in astinenza da tecnologia.


Che poi sono abbastanza sicura che il mio rapporto con questo meraviglioso oggetto magico chiamato computer possa essere definito in tutti i modi fuorché sano. Ma sinceramente, a me fotte sega che non sia sano, io voglio passare le mie giornate a guardare film e serie tv, a giocare ai videogiochi e a scrivere cagate ad amici lontani chilometri. Voglio immergermi nel mio mondo parallelo dove tutto è bello e colorato fino al weekend successivo. Weekend in cui tornerò tra le braccia della mia fidata vodka, tentando di abbordare qualche manzo e in cui terrò a mente tutti i problemi della vita da persona responsabile e adulta quale sono (?).


Questa assenza forzata del mio oggetto preferito mi fa ricordare che devo ancora darmi le ultime due materie, tra l'altro a brevissimo, e che ho una vita sana fatta di amicizie e cose reali da affrontare. Che noia. Non fraintendete, la vita reale è bellissima, ci sono un sacco di cose da fare, persone da vedere e da conoscere, posti da visitare e traguardi da raggiungere, ma se non puoi staccare per un po', comincia a diventare pressante e quasi fastidiosa.
Non ho mai pensato a questa mia dipendenza come un problema e di certo non comincerò adesso. Tanto più che se penso alla mia vita reale, me ne considero ugualmente dipendente. Anzi ritengo uno degli aspetti più interessanti di me stessa proprio questo sapermi gestire due vite, quella reale e quella virtuale, entrambe con immensa facilità ed equilibrio.


Riflessioni random a parte, il succo del discorso è che il pezzo di ricambio che ho ordinato per il mio computer arriva tra pochi giorni e nel frattempo rischio seriamente una crisi di nervi.
E mi rendo conto solo ora di quanto questo post sia infinitamente nerd.

giovedì 3 ottobre 2013

I Miei 10 Film Cult degli Anni 80

Gli anni Ottanta sono stati per molto tempo una mia fissazione. Sono gli anni in cui nascono i Metallica e Madonna diventa l'icona femminile più famosa al mondo, gli anni di Michael Jackson e dei Duran Duran, gli anni di Ronald Reagan e Margaret Tatcher, gli anni del primo Windows e del Walkman. Ma soprattutto sono gli anni in cui il cinema americano da il meglio di se stesso, con i film d'azione hollywoodiani, quella che poi sarà chiamata 'nuova commedia americana' e il ritorno al successo del genere fantascientifico.
Faccio una brevissima lista, che dovrebbe essere in realtà generosamente più lunga, dei film di questi anni che per me hanno fatto la storia e che dovreste assolutamente aver visto. Attenzione però, sono i film a cui sono più legata e che mi piacciono di più, non sempre sono i più belli.

1. The Breakfast Club, 1985
Uno dei più famosi film di quegli anni, se non il più famoso in assoluto. È sicuramente uno dei primi film di quel periodo a cui penso, forse il punto più alto del cinema adolescenziale americano.
Il film è ormai considerato un film cult, tanto da finire per essere parodia in telefilm come Dawson's Creek o Scrubs.
Pieno di stereotipi e con il classico schema da commedia sentimentale, viene considerato ad oggi il film più influente della MTV generation.
(Curiosità: l'episodio Breakfast Club della prima stagione di Dawson's Creek rappresenta una sorta di remake del film di Hughes)






2. Back to the Future (Ritorno al Futuro), 1985
Primo episodio della famosissima trilogia, anche questo considerato film cult degli anni ottanta, e anche questo citato e parodiato da infinite serie tv e film.
Ha una meravigliosa colonna sonora, la storia è divertentissima e leggera anche se come genere non si può del tutto associare alle commedie adolescenziali americane di quei tempi.
Michael J. Fox raggiunse fama mondiale con questo ruolo mentre la genialità di Christopher Lloyd è rimasta impressa in tutti i nostri cuori.
(Curiosità: l'amplificatore nel laboratorio di Doc, che Marty accende all'inizio, è etichettato come un "CRM-114" è un omaggio a Il Dottor Stranamore e a 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.)



3. Who Framed Roger Rabbit (Chi Ha Incastrato Roger Rabbit), 1988
Credo di aver visto questo film così tante volte da poterne ripetere a memoria ogni singola battuta. Da bambina ho consumato quella videocassetta come se tutta la mia vita dipendesse da essa.
Amo ogni cosa di questo film: la tecnica mista, la meravigliosa  Jessica Rabbit, i personaggi di ogni possibile cartone animato che si susseguivano sullo schermo, la storia bellissima e, di nuovo, Christopher Lloyd.
(Curiosità: nella versione originale il giudice Morton è l'assassino della madre di Bambi, la Disney chiese di rimuovere questa scena.)



4. Ghostbusters (-Acchiappafantasmi), 1984
Ghostbusters è uno di quei film che conosci per forza, perché essendo una delle commedie americane più belle di sempre, l'abbiamo visto passare sulle nostre tv in continuazione.
Chi si dimenticherà mai Sigourney Weaver nei panni di Dana? E la Ectomobile? E il logo ideato per il film?
È un film adorabile, che stanca difficilmente e che può essere visto ad ogni età.
(Curiosità: nel film Casper compare Dan Aykroyd vestito con la divisa da Acchiappafantasmi; lo si vede uscire di corsa annunciando lo slogan dei Ghostbusters, parafrasandolo in: Who ya gonna call? Someone else!)
5. E.T., 1982
Sapete già quanto questo film sia famoso e conosciuto ma mi credete se vi dico che ha addirittura incassato più di Star Wars al botteghino? Ed è proprio così, E.T. è il film che ha incassato di più nella storia del cinema. Spielberg stesso considera questo il suo film più rappresentativo del suo lavoro come regista.
E poi c'è Drew Barrymore, lei rende tutto più bello.
Ho passato giornate intere dicendo solo 'E.T. telefono-casa', ve lo assicuro.
(Curiosità:Nel film era presente il cameo di Harrison Ford, nel ruolo del preside di Elliott. Spielberg decise di tagliarlo in quanto avrebbe distratto il pubblico dalla storia.)






6. Desperately Seeking Susan (Cercasi Susan Disperatamente), 1985
Questo è un film degli anni 80 in tutto e per tutto. Primo film che vede Madonna come attrice e anche uno dei pochi film in cui non recita neanche troppo male. Rosanna Arquette diventa mito incontrastato grazie a questa pellicola.
Sono anni che desidero possedere una giacca uguale a quella di Madonna nel film e andare in giro con i capelli cotonati e una fascia legata in testa.
La colonna sonora è ovviamente di Madonna: Into the Groove.
(Curiosità: Madonna ha dovuto prendere lezioni di recitazione per più di quattro settimane prima di poter cominciare a lavorare nel film.)



7. Gremlins, 1984
Quando ero piccola tra le prime cose che ho imparato c'erano le regole per tenere un Gremlin: mai esporlo alla luce, in particolare quella del sole; mai farlo bagnare; mai nutrirlo dopo mezzanotte. Quale bambino al mondo non le ha mai sentite? Questo film mi metteva un ansia fottuta e non sono riuscita ad apprezzarlo fino alla mia giovine fan-girlaggine.
Il film è un incrocio riuscitissimo tra commedia e horror, ideato per un pubblico di adolescenti, che ha incontrato negli anni diversi pareri positivi da parte della critica.
(Curiosità: dal mogwai ha preso il nome un celebre gruppo post-rock scozzese, che io ho anche avuto il piacere di vedere dal vivo.)


8.  Beetlejuice, 1988
Anche questo film cult degli anni 80, ha diversi caratteristiche tipiche dell'horror ma viene considerato per lo più una commedia, per la sua storia particolare e le scene totalmente surreali.
È il secondo lungometraggio firmato Tim Burton che lo porterà finalmente alla fama mondiale, grazie ai meravigliosi effetti speciali e, inoltre, grazie al cast che conta nomi importantissimi come Winona Ryder, Alec Baldwin, Geena Davis e Michael Keaton.
(Curiosità: la Warner Bros. non era molto convinta sul titolo del film, Beetlejuice, e voleva chiamarlo Casa di fantasmi. Per fare uno scherzo, Burton suggerì allora Paurosi senza lenzuola e rimase inorridito quando lo studio considerò la possibilità di usarlo. Alla fine venne lasciato il titolo attuale.)



9. Full Metal Jacket, 1987
Nella seconda metà del decennio la guerra in Vietnam diventa uno dei principali temi del cinema statunitense. E, tra gli altri, Full Metal Jacket di Stanley Kubrick riflette, in un modo decisamente fuori dal coro, sul ruolo degli Stati Uniti nel conflitto. Il film esce dopo appena un anno dalla pubblicazione del film Platoon di Oliver Stone che affrontava anch'esso il tema della guerra in Vietnam.
Full Metal Jacket è un film di guerra in cui la guerra effettiva è concentrata solo nella seconda parte, lasciando spazio invece a un'analisi della psicoticità della natura umana.
(Curiosità: Full Metal Jacket, proprio come avvenne con Arancia Meccanica e Shining, venne vietato ai minori di 18 anni e proprio per questo non ebbe un enorme successo qui in Italia, ma si piazza comunque tra i film più visti quell'anno.)



10. The Little Mermaid (La Sirenetta), 1989
La Sirenetta è quel film che ha dato il via al periodo che ora viene chiamato 'Rinascimento Disney', in cui la Disney torno alla ribalta producendo alcuni film che adesso rientrano di diritto nella storia del cinema mondiale. La Disney dedicò enormi quantità di risorse e denaro per la produzione di questo film.
Lo abbiamo visto tutti, conosciamo tutti l'epicità di Ursula, vorremmo tutti possedere un tridente e Sebastian potrebbe essere il nostro migliore amico.
(Curiosità: la sirenetta fu l'ultimo film Disney ad utilizzare il tradizionale metodo di animazione con le cels dipinte a mano.)

domenica 29 settembre 2013

Nuove serie nel mio calendario

Quest'anno ho deciso di non esagerare. Ho già una lista infinita di telefilm che guardo e vorrei non aggiungerne troppi perché, fondamentalmente, ho una tesi da scrivere e non ho il tempo. Questa estate, tra l'altro, ne avevo già cominciati alcuni piuttosto impegnativi come Doctor Who o Breaking Bad e qualche altro.
Ecco allora le uniche due nuove serie cui mi dedicherò quest'anno, ma chissà può darsi che qualcun'altra catturerà la mia attenzione nei prossimi giorni.


Master of Sex
Questa serie si comincia per Lizzy Caplan, quella meraviglia che avrete visto in mille film o serie tv e di cui vi siete per forza innamorati. E poi magari alla seconda/terza puntata ti comincia pure a piacere. Io non assicuro niente, perché ancora abbiamo potuto vedere granché. Ma mi aspetto grandissime cose, soprattutto perché Lizzy merita davvero. Diamogli una chance e vediamo cosa ne esce fuori


Agents of S.H.I.E.L.D.
Questo lo cominci solo per quell'etichetta MARVEL che vedete lì su nel poster. È Marvel, ci sono un sacco di piccole battute nerdissime che io apprezzo particolarmente. Ma è veramente destinato solamente ai nerd più accaniti. Alcuni personaggi stereotipatissimi e un altro paio di difetti faranno un po' odiare questa serie ai più, ma noi siamo supereroi addicted e non ci facciamo caso.

lunedì 16 settembre 2013

Le band poracce dei giorni nostri


Quando ero piccola vendevano i lecca lecca con dentro le figurine delle Spice Girls e dei Backstreet Boys e ogni santa volta mi ritrovavo a tirare le maniche della maglia di mia madre e a gridare 'mamma guarda, me lo compriiii?" che se fossi stata io al posto di mia madre mi sarei uccisa lentamente e dolorosamente.
Ma le piccole bimbe dei giorni nostri ce le vedete al panificio che si struggono per un lecca lecca? Io le vedo piuttosto davanti alle vetrine dell'apple store a implorare per la cover glitterata o davanti al negozio di turno per convincere la madre ad acquistare tacchi da spogliarellista da quattro soldi che forse manco io, alla mia età, oserei mettere.


Eppure ecco che ultimamente mi spuntano a destra e manca girl band dall'aspetto tutt'altro che innocente. Due più di tutte hanno attirato la mia attenzione: G.R.L. e Neon Jungle. Le prime sono una specie di incrocio tra le Pussycat Dolls dei bei tempi e le Spice Girls, con tanto di benedizione finale di Mel B nel video (oh panterona de noiartre, eri mancata!). Che poi facendo tutte queste similitudini sento di stare praticamente bestemmiando pesantemente. Perché alle Spice Girls queste je fanno na sega. Giusto per esser chiari.
Però sono anche fighe, fighe alla maniera moderna, ma certo posso scordarmi tutine leopardate e zeppe/tacchi grossi quanto la mia faccia con cui mi allietavano le mie adorate Spice.


Le Neon Jungle invece sono fondamentalmente cesse. Però hanno una canzone dal motivetto bastardo che ti entra in testa dopo 30 secondi del primo ascolto. Si fanno notare perché sono un po' più genuine delle prime, per quanto genuino possa essere un gruppo costruito a tavolino piacere.
Insomma sempre musica di merda ascolto. Ora vi è chiaro.

mercoledì 11 settembre 2013

Le mie serie tv estive


MISTRESSES
A me mancavano quelle quattro sgallettate di Sex and The City e una delle mie migliori amiche mi manda un messaggio: "Oggi ho visto il secondo episodio della versione americana di Mistresses, devi vederlo! Adoro il personaggio di Josslyn, è fantastica e mi fa pensare a te, l'adorerai! Poi c'è Phoebe di Streghe e la coreana di Lost, voglio sapere che ne pensi!"
Trenta secondi dopo ero davanti allo schermo. La coreana di Lost (che poi si chiama Yunjin Kim) mi fa simpatia perchè ho il debole per gli occhi a mandorla; Phoebe di Streghe (che ovviamente è Alyssa Milano) è strafiga; c'è una certa Josslyn che fa pensare a me (e ce n'è un'altra ma è abbastanza inutile, un po' come lo era Miranda): non mi doveva dire altro.
E così è successo, Josslyn è il mio soprannome su Facebook, ogni volta che esce la puntata sono prontissima alla successiva scena trash che conquisterà il mio cuore e prego in tutte le religioni esistenti per una seconda serie.


DEVIOUS MAIDS
A me le soap opera europee non piacciono, fin troppo trash anche per una grande estimatrice come la sottoscritta. Però le soap opera americane spaccano i culi.
Se Desperate Housewives era il vostro unico motivo di vita, se siete entrati in profonda astinenza dopo la puntata finale, questo è il telefilm per voi. Non ci sono le casalinghe ma ci sono le domestiche, quasi più fighe delle padrone di casa. L'omicidio c'è sempre, i vestiti fighi pure, che altro volete?


ORANGE IS THE NEW BLACK
Questo è senza ombra di dubbio il telefilm dell'estate. Quello che vedi la sera con il condizionatore a mille e la voglia di vivere di un sociopatico sovrappeso.
Lesbiche, ci sono un sacco di lesbiche, ovunque e sono tutte simpatiche. Un carcere di minima sicurezza, una biondina che sembra uscita da un episodio di 90210 e strane interazioni tra personaggi decisamente fuori dalle righe. Le attrici sono tutte brave, ma brave che non ci credi, sono brave per davvero.
È tratto da una reale biografia, il che lo rende ancor più impressionante se si pensa che queste storie sono state realmente vissute da qualcuno.
Infine mi dicono dalla regia che seguire i profili Instagram dei vari componenti del cast assicura grasse risate.

martedì 10 settembre 2013

I film che non avreste dovuto perdervi questa estate (II Parte)


4- RED 2, Dean Parisot
Quando cominci a vedere RED 2, con la tua birra del discount ghiacciata in mano e un pacco di caramelle dimensione gigante, sai perfettamente cosa ti devi aspettare: un film d'azione un po' scemo che ti farà passare un paio di orette che comunque avresti buttato nel cesso. Ed è esattamente come te lo aspetti, anzi peggio.
Il cast è sempre quello lì, i nonnetti simpatici che avevamo visto nel primo film con qualche new entry, Anthony Hopkins, Catherine Zeta Jones e il koreano col faccino da giovincello.
Il film diventa una parodia da braccia a terra di se stesso, con dell'azione scadente e un'attenzione particolare alle storie da matrimonio come nelle peggiori commedie americane.
Perchè vederlo? Ovviamente perchè Helen MirrenONA fa le sue scene alla Matrix e scioglie laggente nell'acido. Credo possa bastare come motivazione.


5- Kick-Ass 2, Jeff Wadlow
Anche questo è un sequel e anche di questo quindi ci fidiamo poco.
Il primo Kick-Ass, ci ha fatto innamorare dei supereroi goffi e inutili che non hanno idea di come fare un occhio nero. Ci siamo innamorati perchè siamo come lui, siamo tutti dei Kick-Ass nell'animo. E poi c'era Hit-Girl, quella Chloe Moretz che tutti sappiamo un giorno o l'altro verrà fuori con un fisico da paura e quegli occhioni blu a sbaragliare la concorrenza femminile nel mondo del cinema. È una bomba sexy in attesa di esplodere una volta per tutte, da bimba innocente a panterona in 3... 2...1...
Il secondo film ci piace perchè non è incentrato su Kick-Ass (booooring), ma piuttosto su Hit-Girl, con tutte quelle scene che ci ricordano Mean Girls, con la totale mancanza di una morale vagamente umana e perchè c'è Jim Carrey in un ruolo praticamente inventato per lui.
Non è bello come il primo ma... Oh! Che cazzo vi aspettavate? È un sequel!


6- Lovelace, Jeffrey Friedman e Rob Epstein
Passiamo alle cose serie, perchè se le scene alla Mean Girls e Helen Mirren che scioglie laggente nell'acido ci piacciono tanto anche le pornostar fanno la loro porca figura. E non una pornostar qualsiasi, ma la star per eccellenza: la protagonista di Deep Throat (Gola Profonda). Chi non conosce almeno per sentito dire (e fermiamoci qua) Gola Profonda, il numero uno dei porno?
Ebbene, i due registi trattano l'intera storia come un vero e proprio documentario, ponendo attenzione sulla dimensione psicologica del personaggio di Linda piuttosto che sulle vicende scabrose in se.
Perchè vederlo? Perchè Amanda Seyfried mette su una delle sue migliori performance e perché la storia è davvero interessante e mette a nudo la violenza che stava (o sta?) dietro il mercato della pornografia.

lunedì 9 settembre 2013

I film che non avreste dovuto perdervi questa estate (I Parte)


1- Pacific Rim, Guillermo Del Toro
Io sono cresciuta negli anni in cui a merenda si mangiavano brioscine con burro e prosciutto e in cui si beveva Estathé tornando a casa dalla scuola. Sono cresciuta con Sailor Moon e i Cavalieri dello Zodiaco, ma anche coi i robottoni. Quei robot con cui giocava mio fratello e quei robot che vedevo in tv come Daitarn 3, Goldrake o Jeeg Robot e mi fermo qui solo perchè mi viene da piangere se ci penso.
Quindi Pacific Rim non era solo un film figo in arrivo, era il film che noi bambini degli anni 80-90 aspettavamo da tutta la vita. Come si può non amare un film in cui ogni cosa è costruita per girare intorno a giganti robottoni che devono fare a pezzi mostri mai visti per salvare il mondo dall'apocalisse? Finchè si ammazzano di botte per me va bene, va benissimo.
La mano di Del Toro costruisce un film senza tempi morti, con effetti speciali che non mi dimenticherò facilmente e la storia semplicissima viene sceneggiata a regola d'arte. È il Jurassic Park dei nostri giorni e non lo dico a cuor leggero. È una piccola rinascita di quella cultura anni 80 dei telefilm strappalacrime e dei cartoni giapponesi, che finora era stata solamente considerata trash.


2- Now You See Me, Louis Leterrier
Questo è uno di quei film che mia madre, uscita dalla sala, chiamerebbe con una brutta smorfia una 'americanata'. È tutto, dall'inizio alla fine, costruito per piacere. Ogni piccolo particolare viene curato solo perchè un pubblico tendenzialmente scemo e poco curioso sia attratto. Anche il cast è stato messo insieme con lo stesso obiettivo: grandissimi nomi, tutti celebri, compreso l'invincibile Morgan Freeman.
Il film è da vedere perchè è puro intrattenimento alla maniera americana. Certo non ci saranno i ROBOTTONI però potremmo accontentarci comunque!


3- The Wolverine, James Mangold
Io non sono un'appassionata di fumetti di supereroi, ma i loro personaggi mi affascinano molto. Proprio Wolverine forse è uno dei personaggi più interessanti, in quanto quello più borderline. Questo fascino celato era stato ben raccontato nei 3 film degli X-Men finora usciti nelle sale. Ma quando si tratta di mettere al centro dell'attenzione il suo unico personaggio con tutte le caratteristiche più significanti non ci si riesce. E si finisce per avere un film che risulta decisamente noioso ma almeno non brutto.
Il motivo per cui bisogna vedere il film è sempre lo stesso: UGO. Embè, scusate se è poco! Sono abbastanza sicura che se lo avessero tenuto senza maglia per tutto il film io sarei stata più felice e ne avrei parlato con più entusiasmo. Ugo sei il più manzo e noi ti vogliamo molto bene per questo.

giovedì 5 settembre 2013

Tempo di cambiamenti

Tempo di cambiamenti, settembre è sempre il mese dei cambiamenti, almeno per me. Ci si lascia alle spalle l'estate e si comincia a entrare nell'ordine di idee che la vita ricomincia. L'università e tutti gli impegni che avevi posticipato ti pesano ora sulle spalle.
Ho pensato che un cambiamento fisico nella mia stanza fosse un buon modo per riabituarmi ai vecchi schemi autunnali o invernali. Ho tolto parecchi dei poster che avevo sui muri che mi facevano decisamente troppo fan girl tredicenne - la cosa cominciava a diventare realmente creepy - e ho risistemato la mia libreria per colore, cosa di cui sono fierissima.

http://instagram.com/p/dxpp-PEmHv/

Ora non è che questi cambiamenti abbiano aiutato più di tanto. Sono sempre la solita pigra che con un esame a brevissimo non ha ancora sfiorato un libro. Ma d'altronde la mia carriera universitaria l'ho sempre gestita bene nonostante la mia mancanza di impegno.
E la libreria fa comunque la sua porca figura.


Se dovesse interessarvi, per la libreria ho preso ispirazione da qui: http://pinterest.com/pin/175077504235166807/

lunedì 26 agosto 2013

Da grande voglio essere Sloan Sabbith


The Social Network o Nemico Pubblico li conosciamo bene. Sono di quei film che diventano così tanto famosi che per forza di cose a un certo punto ti trovi sul divano a vederli in compagnia di un barattolo enorme di gelato.
Quando ho scoperto che Aaron Sorkin, regista di questi film, aveva realizzato una nuova serie chiamata The Newsroom non ho potuto resistere.
Forse sarà il mio bisogno di televisione degli ultimi giorni o forse l'incredibile quantità di OTP per cui tifare all'interno di questo telefilm, ma insomma ho gradito moltissimo.
Se non vi dovessero interessare le vicende ambientate in una redazione giornalistica di una tv via cavo, dove protagonista è il famoso anchorman Will McAvoy, non preoccupatevi, ci sarà Sloan Sabbith a consolarvi. Chi è Sloan? Sloan è la donna perfetta. È un'economista bella come poche cose al mondo (Olivia Munn merita tantissimo), totalmente estranea alle relazioni umane e che rende l'essere nerd la cosa più fAiga al mondo.


Che poi se devo essere proprio sincera, ho imparato più cose sul giornalismo televisivo con una ventina di puntate di questo telefilm, piuttosto che in 4 anni di Scienze della Comunicazione. Il che mi deprime un po', perchè potrebbe voler dire aver buttato 4 anni della mia vita, ma soprattutto mi fa sentire un po' meno in colpa per aver visto questo piuttosto che studiare.
In questo telefilm funzionano molte cose: il cast, che conta volti famosi e nuove leve, non delude per nulla; i dialoghi, veloci e brillantissimi, in vero stile Sorkin; il ritmo, che ti tiene incollato allo schermo fino all'ultimo secondo. Certo, c'è da dire che da Aaron Sorkin e dall'HBO ti aspetti tutto, ti aspetti il meglio del meglio e il pilot in effetti non dava l'impressione che potesse esserlo. In realtà sia i personaggi che la storia si sviluppano magnificamente, basta fidarsi. Aaron sa scrivere, cazzo.


Citazioni da ricordare:
Sloan: "The greater fool is actually an economic term. The greater fool is a patsy. For the rest of us to profit, we need a greater fool, someone who will buy long and sell short. Most people spend their lives trying not to be the greater fool; we toss him the hot potato, we dive for his seat when the music stops. The greater fool is someone with the perfect blend of self-delusion and ego to think that he can succeed where others have failed. This whole country was made by greater fools."

giovedì 15 agosto 2013

Cronache del mio Ypsigrock 2013



Io sono la campeggiatrice del giorno prima, quella che è così impaziente di litigare con le mosche giganti, di riempirsi fino al collo di terra e di fare un patto col diavolo per riuscire a entrare in quella trappola che chiamano tenda che si va ad accampare nel bosco un giorno prima di quello stabilito.
L'ypsigrock comincia ufficialmente l'8 agosto ma io arrivo con tutta calma il 7, monto la mia solita tendina, gonfio il mio nuovissimo materasso matrimoniale attentamente ricoperto dal lenzuolo e dal sacco a pelo pronto all'uso e addirittura monto una tenda in più per i bagagli e l'alcool (sì, fondamentalmente ho una tenda in più per gli alcolici). La serata passa in tranquillità, tra la birra e le patatine, tra i discorsi seri e le battute stupide.
Ogni anno le battute sui cinghiali nel bosco sono state un vero e proprio tormentone. E quest'anno quando la Dari indicava un punto abbastanza vicino alle nostre tende ridendo e aggiungendo "ragazzi ci sono i cinghiali", l'unica cosa da fare era ridere. Finché la cosa che si muove la vedi anche tu e sono due... e non sono gatti (troppo grossi), e non sono cani (troppo grassi), e non sono neanche lepri (troppo lenti e non saltano), quindi per l'amor di Dio, cosa sono?


"SONO CINGHIALI" è stato il grido successivo all'attenta analisi posta sulle due forme di vita a pochi passi da noi. E da lì si è scatenato l'inferno. Gente che urlava, gente che raccoglieva le patatine ad una ad una da terra, gente che allontanava la spazzatura dalle tende e altra che per si e per no si chiudeva dentro per non uscirne mai più.
Superato il momento panico da film dell'orrore scadente degli anni novanta, comincia la coraggiosa ricerca con le torce, accompagnata da grida festose e interminabili dei boyscout, nostri compagni (sfigatissimi) di campeggio. Finché, quando finalmente sembrano essersi allontanati una volta per tutte, ecco che fanno capolino da dietro una delle nostre tende. Ma bella (?) sorpresa, non sono cinghiali, piuttosto è un'intera famiglia di maiali. E per "intera famiglia" intendo praticamente un milione di cuccioli accompagnati dalla non tanto piccola mamma. Il loro interesse si concentra sulla nostra spazzatura.
Ok... Si, ok sto cazzo, la spazzatura era a tre metri dalle nostre tende. Come si allontanano i maiali? Domanda del giorno, cui neanche Siri riusciva a rispondere. É così che dopo la proposta di qualcuno di 'fare rumore' cominciano una serie di grida, urla da guerra, botti, fischi e perfino l'urlo di battaglia di Xena che non si sa bene come riescono a raggiungere il risultato desiderato. I maiali scappano.

L'ultimo pranzo dei Daricelli al camping

Ricapitolando le fasi della serata:
- Isteria collettiva
- O che tenera la famigliola di maiali
- La famigliola ha rotto il cazzo/urla isteriche
- Ma che fa na faciemu n`arrustuta di maialino?

E così comincio alla grande, tra la natura e gli animali locali. In un modo decisamente surreale e se ci ripenso anche divertente da morire. Il resto del campeggio lo possiamo riassumere così:
- diciottenni carini, ma fin troppo piccoli anche per me, un 'cresci bene che ripasso' ci sta tutto;
- diluvi universali durante i concerti che per fortuna non ci hanno demoralizzato più di tanto;
- band da togliere il fiato, bravi da morire e piacevolissimi (tra gli altri i Local Natives, gli Efterklang, gli Editors);
- i più boni della terra sul palco: gli Efterklang. Ho passato tutto il concerto con la bava alla bocca e in preda a tempeste ormonali causate dalla voce del cantante e dal suo abbigliamento alla Doctor Who (troppa grazia Sant'Antonio);
- hipster e indie in ogni dove, mai visti così tanti tutti insieme, mi sono innamorata così tante volte che ho perso il conto.
I bellissimi Efterklang
Mi manca già e se penso che dovrò aspettare un altro anno mi deprimo un po', ma l'attesa rende tutto ciò sempre più bello. Si è appena concluso il mio terzo anno all'Ypsigrock e non vedo l'ora di farne altri mille.

Citazioni da ricordare:
"In campeggio ogni hipster é galleria"
"I cinghiali hanno gli occhi ma San Focá ha i cinghiali"
"I cessi chimici fanno odore di lampone - Se vabe - Ti giuro - Allora i boyscout cagano sciroppo"
"Buongiorno - Buongiorno stocazzo!"

lunedì 5 agosto 2013

Doctor Who: Geronimo


Ormai sapete bene che io e le serie tv siamo una cosa unica. Le ho viste quasi tutte. Soprattutto quelle storiche, quelle imperdibili ma anche un po' di quelle meno famose. Quindi quando io parlo della mia serie tv preferita, lo faccio con una storia televisiva alle spalle che farebbe invidia a molti. Non voglio vantarmi (anche perchè non so cosa ci sarebbe di bello nel vantarsi di passare giornate intere davanti uno schermo), voglio solo farvi capire che di me potete fidarvi.
Fino a qualche settimana fa, se qualcuno mi avesse chiesto 'qual'è la tua serie preferita?' io avrei risposto a colpo sicuro LOST. Ora non è più tanto semplice. Dobbiamo prima di tutto considerare il fatto che Lost è ormai superata e seppure sia da considerarsi totalmente superiore alle altre serie del suo tempo, forse comincia a perdere un po' se messa a confronto con le serie di ultima generazione. Ultimamente la televisione ci regala perle indimenticabili sia sotto il punto di vista registico che per quanto riguarda la sceneggiatura.
Ecco, in realtà a Lost ci sono soprattutto affezionata. Ho passato anni interi ad aspettare quelle puntate, a cercare di estrapolarne un senso. Mi ha totalmente assorbita. E mai avrei creduto che un'altra serie potesse farlo. Qualche piccolo dubbio mi era sorto con Fringe che era effettivamente di una qualità superiore a Lost. Fringe era il telefilm per me, la giusta via di mezzo fra fantascienza e fighezza. Ma questa settimana c'è stata la svolta decisiva: Doctor Who.


Sono sicura che ognuno di voi almeno una volta nella vita ne abbia sentito parlare oppure ha visto qualche foto di uno degli 11 dottori oppure ancora ha incontrato un'immagine con la famosa cabina della polizia blu. La cosa non ci stupisce affatto visto che stiamo parlando del telefilm più longevo della storia della tv.
Io stessa ero un po' impaurita della cosa, perchè recuperare ben 33 stagioni non è esattamente semplice. Ma c'è una scorciatoia. Si tratta di cominciare dalla serie prodotta nel 2005 e continuare con tutte e 6 le serie successive, dunque solo (per modo di dire) 7 in tutto. Una delle regole principali è non guardarlo in italiano, le versioni sottotitolate sono tra l'altro ancora disponibili, sia per il download che per lo streaming. Non guardatelo in italiano, please.
E una volta che lo cominciate entrate in un vortice di amore e odio per il dottore, i suoi compagni, i suoi nemici e tutto il resto. Non voglio rovinarvi nulla della vostra possibile visione quindi mi limiterò a dirvi gli aspetti basilari del telefilm in pochissime parole: viaggi spazio-tempo, OTP a camionate, gambe/capelli di Karen Gillan, alternanza illogica di risate e lacrime, il tutto condito con quei meravigliosi aspetti british.
È un telefilm che va visto, che piace a tutti e che appassiona tanto. Io, forse perchè ho terminato la visione da pochissimo, mi sento ora di dire che ha superato perfino Lost, il mio adoratissimo. Il che mi fa riflettere, non l'avevo mai detto di nessun'altra serie.


Imparerete ad amare tutte le varie versioni del dottore e i due sceneggiatori Russell T Davies e David Moffat e comincerete anche voi a sviluppare un'amore platonico e indefinibile verso uno di loro. Questa è una promessa. Miso mi conteggia 101 check-in nel giro di 10 giorni, che è troppo anche per me.
Ora sto addirittura contemplando di recuperare le stagioni prime, quelle vecchissime e forse introvabili. E perchè no? Forse anche gli spin off. I told you a million times guys, I'm a fan girl.

Presto una gigante cabina della polizia blu finirà sul muro della mia stanza.

mercoledì 24 luglio 2013

L'universitaria sull'orlo di una crisi


Chiunque abbia mai frequentato l'università, anche solo per un breve periodo della sua vita può forse capirmi e voi fortunati che avete trovato un posto nel mondo senza fare questa sosta quasi obbligata... voi beh, vi invidio parecchio. 
Quando mi sono iscritta al mio corso di laurea ero solo una ragazzina forse spaventata ma sicuramente confusa. Non sono mai stata una di quelle persone con le idee chiare da sempre, una di quelle che nascono con la passione per la medicina o un cervello portato per la matematica. Sono sempre stata una ragazza abbastanza brava nelle cose pratiche e molto meno in quelle teoriche. Quindi seppur confusa, quando ho deciso di intraprendere gli studi sapevo bene che sarei andata incontro a anni di frustrazioni sui libri. Ma pensando a un possibile futuro solido ho scelto la facoltà che più si avvicinava alla mia personalità: ciò che mi piace senza troppi infiniti sforzi, che sapevo bene non sarei stata capace di affrontare. Ho preso la strada semplice insomma, quella senza sbattimenti. 


E adesso che mi trovo a un passo dalla conclusione di questo viaggio, che mi sembra ora brevissimo - ma credetemi non lo è stato-  mi trovo in continuazione a mettere in dubbio le mie scelte.  O meglio, analizzo tutto da un punto di vista più adulto. Insomma cosa mi hanno veramente lasciato questi quattro anni di lezioni, esami e andirivieni dalle segreterie? Mi hanno lasciato solo una confusione più profonda della precedente, una totale perdita di fiducia nel sistema e sì, anche qualche bel momento con i colleghi. 
Tanto per farvi un idea, vi comunico che tra le 20 materie date solo 3 hanno suscitato in me un reale interesse. Il che, permettetemelo, è abbastanza preoccupante. E poi viene la domanda più importante, quella che ormai temo più del mascara sbavato o di un tacco rotto: e poi? Se veramente quest'anno mi laureo, cosa viene dopo? Dove vado? Cosa faccio? Come mi mantengo?


Mi sarebbe molto più semplice rispondere alla domanda "perché esistiamo?".
Eppure sono qui che lotto con le unghia e con i denti per uscirne. Ma non perché non veda l'ora di andare avanti, il futuro mi terrorizza. Ma piuttosto per non deludere ne me stessa ne tutti coloro che in questi anni hanno creduto veramente in me.
Suona sicuramente triste, ma vorrei che il tempo si fosse fermato a due anni fa, quando ero ancora entusiasta di ciò che facevo, quando ancora credevo che qualche porta prima o poi si sarebbe aperta.
Forse a scoraggiarmi è solo lo stress di questi ultimi mesi e forse una volta fuori potrò godermi ciò che la vita avrà in serbo per me. Ecco pensiamo positivamente.

Citazione da ricordare:

Questo sarà il mio mantra