Solletico: "Solletico So-so-solletico" con questo ci passavo pomeriggi interi e se per un giorno lo saltavo mi sentivo quasi in colpa. Mauro Serio era il nostro migliore amico e non potevo neanche lontanamente immaginare una vita senza di lui. Con i cartoni animati, le serie tv e i giochi telefonici, cui tua madre ti vietava di partecipare per evitare bollette salatissime.
Bim bum bam: il programma che ci ha accompagnato per tutta la nostra adolescenza con una quantità indescrivibile di cartoni animati. E poi il pupazzetto Uan chi se lo scorda?
Domenica Disney: mentre le nostre mamme ci preparavano brioscine con burro e prosciutto, noi guardavamo cortometraggi Disney come se fosse l'unico vero scopo della nostra vita.
Esplorando il corpo umano: "Siamo fatti così, siamo proprio fatti cosìììì!". Possedevo videocassette, libri e quel modellino del corpo umano da costruire che metteva non poca ansia.
La Zingara: e quella carta della Luna Nera che ti provocava (e ti provoca ancora) risate isteriche e incontrollabili. Con quei quiz idiotissimi e la faccia impagabile della zingara Cloris.
Ok, il prezzo è giusto!: quando ancora Iva Zanicchi era una normale signorotta con la sua età e la sua dignità e la vetrina si presentava dicendo "Apriti, sesamo!". Quando davanti al televisore sognavi di essere in studio a gridare "Cento, cento, cento!".
L'albero Azzurro: c'è chi lo odiava e chi lo amava, io ero semplicemente molto piccola ed ero abbastanza terrorizzata da Dodo che quando usciva da quel buco nell'albero mi inquietava da morire. Con questo ci sono veramente cresciuta.
Telegatto: Tv Sorrisi e Canzoni poteva essere considerata una delle riviste più presenti nelle case degli italiani, perché se non l'avevi non avevi neanche idea di cosa avrebbero trasmesso in tv la sera. Il Telegatto resta sempre nella mia memoria come il premio più inutile nella storia dei premi.
Giochi senza frontiere: questo sì che era un programma cazzuto, di quelli che ti sedevi sul divano con i genitori o con gli amici e non smettevi un secondo di ridere, non ti alzavi neanche per la pipì perché avevi paura di perderti una scena epica.
Babar: mia madre continua a sostenere che sia uno dei cartoni animati più carini tra quelli che io e mio fratello guardavamo, io ho solo vaghi ricordi di risvegli traumatici con Babar prima di andare a scuola e di quella meravigliosa sigla.
Festivalbar: Fiorello era ancora l'animatore dei villaggi con le battute stupide, le giacche indescrivibilmente esagerate e il codino che fece la storia. Quei cd del Festivalbar li avete consumati in ogni modo possibile immaginabile e aspettavate tutto l'anno la nuova edizione, ammettetelo.


Nessun commento:
Posta un commento