lunedì 26 agosto 2013

Da grande voglio essere Sloan Sabbith


The Social Network o Nemico Pubblico li conosciamo bene. Sono di quei film che diventano così tanto famosi che per forza di cose a un certo punto ti trovi sul divano a vederli in compagnia di un barattolo enorme di gelato.
Quando ho scoperto che Aaron Sorkin, regista di questi film, aveva realizzato una nuova serie chiamata The Newsroom non ho potuto resistere.
Forse sarà il mio bisogno di televisione degli ultimi giorni o forse l'incredibile quantità di OTP per cui tifare all'interno di questo telefilm, ma insomma ho gradito moltissimo.
Se non vi dovessero interessare le vicende ambientate in una redazione giornalistica di una tv via cavo, dove protagonista è il famoso anchorman Will McAvoy, non preoccupatevi, ci sarà Sloan Sabbith a consolarvi. Chi è Sloan? Sloan è la donna perfetta. È un'economista bella come poche cose al mondo (Olivia Munn merita tantissimo), totalmente estranea alle relazioni umane e che rende l'essere nerd la cosa più fAiga al mondo.


Che poi se devo essere proprio sincera, ho imparato più cose sul giornalismo televisivo con una ventina di puntate di questo telefilm, piuttosto che in 4 anni di Scienze della Comunicazione. Il che mi deprime un po', perchè potrebbe voler dire aver buttato 4 anni della mia vita, ma soprattutto mi fa sentire un po' meno in colpa per aver visto questo piuttosto che studiare.
In questo telefilm funzionano molte cose: il cast, che conta volti famosi e nuove leve, non delude per nulla; i dialoghi, veloci e brillantissimi, in vero stile Sorkin; il ritmo, che ti tiene incollato allo schermo fino all'ultimo secondo. Certo, c'è da dire che da Aaron Sorkin e dall'HBO ti aspetti tutto, ti aspetti il meglio del meglio e il pilot in effetti non dava l'impressione che potesse esserlo. In realtà sia i personaggi che la storia si sviluppano magnificamente, basta fidarsi. Aaron sa scrivere, cazzo.


Citazioni da ricordare:
Sloan: "The greater fool is actually an economic term. The greater fool is a patsy. For the rest of us to profit, we need a greater fool, someone who will buy long and sell short. Most people spend their lives trying not to be the greater fool; we toss him the hot potato, we dive for his seat when the music stops. The greater fool is someone with the perfect blend of self-delusion and ego to think that he can succeed where others have failed. This whole country was made by greater fools."

giovedì 15 agosto 2013

Cronache del mio Ypsigrock 2013



Io sono la campeggiatrice del giorno prima, quella che è così impaziente di litigare con le mosche giganti, di riempirsi fino al collo di terra e di fare un patto col diavolo per riuscire a entrare in quella trappola che chiamano tenda che si va ad accampare nel bosco un giorno prima di quello stabilito.
L'ypsigrock comincia ufficialmente l'8 agosto ma io arrivo con tutta calma il 7, monto la mia solita tendina, gonfio il mio nuovissimo materasso matrimoniale attentamente ricoperto dal lenzuolo e dal sacco a pelo pronto all'uso e addirittura monto una tenda in più per i bagagli e l'alcool (sì, fondamentalmente ho una tenda in più per gli alcolici). La serata passa in tranquillità, tra la birra e le patatine, tra i discorsi seri e le battute stupide.
Ogni anno le battute sui cinghiali nel bosco sono state un vero e proprio tormentone. E quest'anno quando la Dari indicava un punto abbastanza vicino alle nostre tende ridendo e aggiungendo "ragazzi ci sono i cinghiali", l'unica cosa da fare era ridere. Finché la cosa che si muove la vedi anche tu e sono due... e non sono gatti (troppo grossi), e non sono cani (troppo grassi), e non sono neanche lepri (troppo lenti e non saltano), quindi per l'amor di Dio, cosa sono?


"SONO CINGHIALI" è stato il grido successivo all'attenta analisi posta sulle due forme di vita a pochi passi da noi. E da lì si è scatenato l'inferno. Gente che urlava, gente che raccoglieva le patatine ad una ad una da terra, gente che allontanava la spazzatura dalle tende e altra che per si e per no si chiudeva dentro per non uscirne mai più.
Superato il momento panico da film dell'orrore scadente degli anni novanta, comincia la coraggiosa ricerca con le torce, accompagnata da grida festose e interminabili dei boyscout, nostri compagni (sfigatissimi) di campeggio. Finché, quando finalmente sembrano essersi allontanati una volta per tutte, ecco che fanno capolino da dietro una delle nostre tende. Ma bella (?) sorpresa, non sono cinghiali, piuttosto è un'intera famiglia di maiali. E per "intera famiglia" intendo praticamente un milione di cuccioli accompagnati dalla non tanto piccola mamma. Il loro interesse si concentra sulla nostra spazzatura.
Ok... Si, ok sto cazzo, la spazzatura era a tre metri dalle nostre tende. Come si allontanano i maiali? Domanda del giorno, cui neanche Siri riusciva a rispondere. É così che dopo la proposta di qualcuno di 'fare rumore' cominciano una serie di grida, urla da guerra, botti, fischi e perfino l'urlo di battaglia di Xena che non si sa bene come riescono a raggiungere il risultato desiderato. I maiali scappano.

L'ultimo pranzo dei Daricelli al camping

Ricapitolando le fasi della serata:
- Isteria collettiva
- O che tenera la famigliola di maiali
- La famigliola ha rotto il cazzo/urla isteriche
- Ma che fa na faciemu n`arrustuta di maialino?

E così comincio alla grande, tra la natura e gli animali locali. In un modo decisamente surreale e se ci ripenso anche divertente da morire. Il resto del campeggio lo possiamo riassumere così:
- diciottenni carini, ma fin troppo piccoli anche per me, un 'cresci bene che ripasso' ci sta tutto;
- diluvi universali durante i concerti che per fortuna non ci hanno demoralizzato più di tanto;
- band da togliere il fiato, bravi da morire e piacevolissimi (tra gli altri i Local Natives, gli Efterklang, gli Editors);
- i più boni della terra sul palco: gli Efterklang. Ho passato tutto il concerto con la bava alla bocca e in preda a tempeste ormonali causate dalla voce del cantante e dal suo abbigliamento alla Doctor Who (troppa grazia Sant'Antonio);
- hipster e indie in ogni dove, mai visti così tanti tutti insieme, mi sono innamorata così tante volte che ho perso il conto.
I bellissimi Efterklang
Mi manca già e se penso che dovrò aspettare un altro anno mi deprimo un po', ma l'attesa rende tutto ciò sempre più bello. Si è appena concluso il mio terzo anno all'Ypsigrock e non vedo l'ora di farne altri mille.

Citazioni da ricordare:
"In campeggio ogni hipster é galleria"
"I cinghiali hanno gli occhi ma San Focá ha i cinghiali"
"I cessi chimici fanno odore di lampone - Se vabe - Ti giuro - Allora i boyscout cagano sciroppo"
"Buongiorno - Buongiorno stocazzo!"

lunedì 5 agosto 2013

Doctor Who: Geronimo


Ormai sapete bene che io e le serie tv siamo una cosa unica. Le ho viste quasi tutte. Soprattutto quelle storiche, quelle imperdibili ma anche un po' di quelle meno famose. Quindi quando io parlo della mia serie tv preferita, lo faccio con una storia televisiva alle spalle che farebbe invidia a molti. Non voglio vantarmi (anche perchè non so cosa ci sarebbe di bello nel vantarsi di passare giornate intere davanti uno schermo), voglio solo farvi capire che di me potete fidarvi.
Fino a qualche settimana fa, se qualcuno mi avesse chiesto 'qual'è la tua serie preferita?' io avrei risposto a colpo sicuro LOST. Ora non è più tanto semplice. Dobbiamo prima di tutto considerare il fatto che Lost è ormai superata e seppure sia da considerarsi totalmente superiore alle altre serie del suo tempo, forse comincia a perdere un po' se messa a confronto con le serie di ultima generazione. Ultimamente la televisione ci regala perle indimenticabili sia sotto il punto di vista registico che per quanto riguarda la sceneggiatura.
Ecco, in realtà a Lost ci sono soprattutto affezionata. Ho passato anni interi ad aspettare quelle puntate, a cercare di estrapolarne un senso. Mi ha totalmente assorbita. E mai avrei creduto che un'altra serie potesse farlo. Qualche piccolo dubbio mi era sorto con Fringe che era effettivamente di una qualità superiore a Lost. Fringe era il telefilm per me, la giusta via di mezzo fra fantascienza e fighezza. Ma questa settimana c'è stata la svolta decisiva: Doctor Who.


Sono sicura che ognuno di voi almeno una volta nella vita ne abbia sentito parlare oppure ha visto qualche foto di uno degli 11 dottori oppure ancora ha incontrato un'immagine con la famosa cabina della polizia blu. La cosa non ci stupisce affatto visto che stiamo parlando del telefilm più longevo della storia della tv.
Io stessa ero un po' impaurita della cosa, perchè recuperare ben 33 stagioni non è esattamente semplice. Ma c'è una scorciatoia. Si tratta di cominciare dalla serie prodotta nel 2005 e continuare con tutte e 6 le serie successive, dunque solo (per modo di dire) 7 in tutto. Una delle regole principali è non guardarlo in italiano, le versioni sottotitolate sono tra l'altro ancora disponibili, sia per il download che per lo streaming. Non guardatelo in italiano, please.
E una volta che lo cominciate entrate in un vortice di amore e odio per il dottore, i suoi compagni, i suoi nemici e tutto il resto. Non voglio rovinarvi nulla della vostra possibile visione quindi mi limiterò a dirvi gli aspetti basilari del telefilm in pochissime parole: viaggi spazio-tempo, OTP a camionate, gambe/capelli di Karen Gillan, alternanza illogica di risate e lacrime, il tutto condito con quei meravigliosi aspetti british.
È un telefilm che va visto, che piace a tutti e che appassiona tanto. Io, forse perchè ho terminato la visione da pochissimo, mi sento ora di dire che ha superato perfino Lost, il mio adoratissimo. Il che mi fa riflettere, non l'avevo mai detto di nessun'altra serie.


Imparerete ad amare tutte le varie versioni del dottore e i due sceneggiatori Russell T Davies e David Moffat e comincerete anche voi a sviluppare un'amore platonico e indefinibile verso uno di loro. Questa è una promessa. Miso mi conteggia 101 check-in nel giro di 10 giorni, che è troppo anche per me.
Ora sto addirittura contemplando di recuperare le stagioni prime, quelle vecchissime e forse introvabili. E perchè no? Forse anche gli spin off. I told you a million times guys, I'm a fan girl.

Presto una gigante cabina della polizia blu finirà sul muro della mia stanza.