mercoledì 24 luglio 2013

L'universitaria sull'orlo di una crisi


Chiunque abbia mai frequentato l'università, anche solo per un breve periodo della sua vita può forse capirmi e voi fortunati che avete trovato un posto nel mondo senza fare questa sosta quasi obbligata... voi beh, vi invidio parecchio. 
Quando mi sono iscritta al mio corso di laurea ero solo una ragazzina forse spaventata ma sicuramente confusa. Non sono mai stata una di quelle persone con le idee chiare da sempre, una di quelle che nascono con la passione per la medicina o un cervello portato per la matematica. Sono sempre stata una ragazza abbastanza brava nelle cose pratiche e molto meno in quelle teoriche. Quindi seppur confusa, quando ho deciso di intraprendere gli studi sapevo bene che sarei andata incontro a anni di frustrazioni sui libri. Ma pensando a un possibile futuro solido ho scelto la facoltà che più si avvicinava alla mia personalità: ciò che mi piace senza troppi infiniti sforzi, che sapevo bene non sarei stata capace di affrontare. Ho preso la strada semplice insomma, quella senza sbattimenti. 


E adesso che mi trovo a un passo dalla conclusione di questo viaggio, che mi sembra ora brevissimo - ma credetemi non lo è stato-  mi trovo in continuazione a mettere in dubbio le mie scelte.  O meglio, analizzo tutto da un punto di vista più adulto. Insomma cosa mi hanno veramente lasciato questi quattro anni di lezioni, esami e andirivieni dalle segreterie? Mi hanno lasciato solo una confusione più profonda della precedente, una totale perdita di fiducia nel sistema e sì, anche qualche bel momento con i colleghi. 
Tanto per farvi un idea, vi comunico che tra le 20 materie date solo 3 hanno suscitato in me un reale interesse. Il che, permettetemelo, è abbastanza preoccupante. E poi viene la domanda più importante, quella che ormai temo più del mascara sbavato o di un tacco rotto: e poi? Se veramente quest'anno mi laureo, cosa viene dopo? Dove vado? Cosa faccio? Come mi mantengo?


Mi sarebbe molto più semplice rispondere alla domanda "perché esistiamo?".
Eppure sono qui che lotto con le unghia e con i denti per uscirne. Ma non perché non veda l'ora di andare avanti, il futuro mi terrorizza. Ma piuttosto per non deludere ne me stessa ne tutti coloro che in questi anni hanno creduto veramente in me.
Suona sicuramente triste, ma vorrei che il tempo si fosse fermato a due anni fa, quando ero ancora entusiasta di ciò che facevo, quando ancora credevo che qualche porta prima o poi si sarebbe aperta.
Forse a scoraggiarmi è solo lo stress di questi ultimi mesi e forse una volta fuori potrò godermi ciò che la vita avrà in serbo per me. Ecco pensiamo positivamente.

Citazione da ricordare:

Questo sarà il mio mantra

sabato 20 luglio 2013

Excel Saga: quando l'insensatezza è assoluta


Hail il Palazzo!
Ho da poco concluso la visione di uno degli anime più esilaranti e comici mai esistito. Si tratta di Excel Saga, che con il sottotitolo di "Animazione Sperimentale Insensata" si prefigurava già come un capolavoro senza precedenti.
La caratteristica principale di Excel Saga é la totale mancanza di una trama precisa. Il che lo rende totalmente incoerente, insensato e demenziale in senso positivo.
La protagonista é Excel, ragazza energica ma spesso goffa appena diplomata, che soffre le pene della fame a causa della continua mancanza di denaro. Excel lavora per la misteriosa organizzazione ACROSS guidata da Sua Eccellenza il Palazzo. Le vengono affidate missioni al limite del ridicolo, destinate al continuo fallimento.
A lei si accompagnano la tenera e sfortunata cagnolina Frattaglia, considerata cibo d'emergenza, e la bella Hyatt, presentata come una sorta di principessa di un pianeta lontano, di salute cagionevole. Sarà esilarante vederla morire in continuazione annegata in pozze di sangue.


Si tratta quindi di un insieme illogico di personaggi e storie, all'insegna dell'insensatezza pura. Vuole essere una parodia della cultura giapponese, in particolar modo quella legata dell'animazione. Tanto che il regista si diverte a prendere in giro famosi videogiochi, film, manga e anime come Sailor Moon, Dragon Ball, Power Ranger, Lupin, Capitan Harlock e tanti altri. Il regista arriva addirittura a creare una parodia di se stesso nel personaggio di Nabeshin, che con l'aspetto di Lupin III, é esattamente l'alter ego del regista ( WataNABE SHINichi).


In questi 26 episodi si raccolgono una serie di situazioni e personaggi al limite del ridicolo: la Squadra Comunal-Combattente, Pedro, la storia della sua famiglia e Quell'Uomo , gli alieni Puchu, dolci orsacchiotto simili a Pokemon che vogliono conquistare la terra e che ogni volta che vengono colpiti diventano sgradevoli.
Insomma é una serie per chi ama ridere, per chi ama la cultura giapponese e ne sa cogliere i riferimenti. Non é il solito anime e può non piacere a tutti, ma sono comunque assicurati momenti di puro godimento. È deliziosa persino la sigla d'apertura, che ci da un assaggio della follia in cui stiamo per imbarcarci. Le puntate si trovano anche su YouTube doppiate in italiano.


venerdì 12 luglio 2013

Le buone intenzioni per l'estate


Le mie buone intenzioni per quel breve periodo di vacanze estive che potrò ritagliarmi sono in realtà una versione del cazzeggio così tanto agonistico che voi umani non potete neanche immaginarlo. Perchè per me le vacanze significano fare pause dalla mia continua sosta davanti al pc e fare cose ancora più inutili ma ancora più divertenti.
Il 18 ho l'ultimo esame della sessione estiva, per cui non dovrei neanche essere qui a scrivere ma piuttosto a cercare di imparare qualcosa che mi possa parare il culo il fatidico giorno. Ma finirà come al solito, saprò tutto malissimo, forse avrò una botta di culo, forse farò gli occhi dolci al professore e in casi estremi scoppio a piangere chiedendo un 18 e tanta pietà, è luglio porco cane.
Comunque in questi giorni di studio, che per me sono quasi una novità, ho avuto modo di apprezzare il mio cazzeggio più del solito, arrivando a una nostalgia per questo genere di attività che manco Costa Crociere. Sono arrivata a fare una sorta di lista di buone intenzioni per il mese di Agosto, ma so già che diventeranno cattivissime intenzioni e nella migliore ipotesi ne farò la metà.

Imparare il balletto di Falling In Love: per chi non lo sapesse è uscito il nuovo video delle 2NE1. Il che vuol dire che sono moralmente obbligata a impararne la coreografia. L'anno scorso con il balletto di I'm The Best ho ammaliato tanta di quella gente (gay) che mi stupisco ancora di me stessa. Insomma metterò a frutto quegli otto anni di danza che ho dimenticato perfino di aver fatto, solo per il piacere di sentire qualche amica bionda urlare 'lo fa uguale', accompagnata da un risolino isterico.


Sistemare le pareti della mia stanza: io posseggo una stanza da liceale con problemi di integrazione. Non scherzo. Ho quattro pareti interamente ricoperte di foto di celebrità, che in effetti a prima botta ti inquieta un attimino, come mi hanno fatto già notare. Ci sono disegni, poster, foto e ogni genere di ricordo che possa essere appeso a un muro. Il problema è che tempo fa ho dovuto levare parte di questo capolavoro di collage e ora c'è un buco enorme nel muro che andrà riempito in qualche modo. Ma non temete, ho già pronte le foto di Ugo Jackman.


Adottare un gatto: la mia fissazione felina è nota, ma il giorno del mio compleanno è nata una gattina bellissima che è rimasta orfana e io mi sono innamorata. Cioè ogni volta che la vedo divento scema. L'obiettivo è riuscire a convincere mia madre che noi siamo la sua unica speranza, che questa casa è vuota senza un animaletto tenero e coccoloso, che mi manca da morire dormire in posizioni indicibili per far spazio al gatto e che la mia allergia non vede l'ora di tornare a uccidermi.


Terminare le robe inconcluse: i miliardi di libri che mi guardano minacciosi dal comodino, gli anime e i telefilm che prometto da una vita di vedere, tutti i film da recuperare... Sono una fan girl insomma! È il mio lavoro. Se non facessi queste cose dalla mattina alla sera che razza di fan girl sarei? E di che cosa potrei mai parlarvi?
Mare solo di notte: dovrei riprendere la mia bellissima abitudine di andare a mare solo dopo una serata alcolica, per poi tornare a casa alle 7 del mattino piena di sabbia e con gli occhi gonfi. I bagni di notte sono molto più belli, c'è buio e non devi stare attenta che il costume (o l'intimo) vada in giro perchè tanto non si vede, sei sicura di non prenderti una brutta ustione e puoi bere, fumare e gridare quanto vuoi.


Godermi il campeggio: anche quest'anno andrò all'ypsigrock e mi farò una settimana in tenda. Il mio unico obiettivo in quelle lande sperdute sarà non litigare con nessuno, non morire per il troppo alcol, non prendere malattie sessualmente trasmissibili e non portarmi a casa biancheria intima altrui, per sbaglio, come gli anni passati. Se poi dovessi riuscire a sopportare la natura e la mancanza di tecnologia senza impazzire potrebbero anche darmi un premio.


venerdì 5 luglio 2013

I miei problemi di insonnia poco seri


Forse è meglio che me ne faccia una ragione: a casa altrui non posso dormire. Non riesco neanche a trovare una spiegazione sensata a questo problema che di sensato ha veramente poco. E sì ok, tutti abbiamo bisogno del nostro letto, del nostro pigiama con gli orsacchiotti/gattini (e altre tenere bestie) e delle nostre piccole abitudini, però se si deve dormire si dorme un po' dove capita. No, io no, non posseggo questo dono naturale purtroppo.
Riesco a camminare su un tacco 15 senza cadere per il 90% del tempo, riesco a costruire cose inutili ma bellissime con un pezzo di carta, uno stuzzichino e una fantasia inesistente, riuscirei a metter su un make up che manco Moira Orfei per le sue serate di punta, ma non so dormire nelle case che non sono la mia.
Che poi volendoci pensare ci sono problemi peggiori. Tipo, che so, l'unghia che mi si è rotta ieri sera o la zanzara che mi ronzava nell'orecchio (che ha fatto una bruttissima fine), l'esame tra una settimana per cui non sono per niente preparata o il mio cellulare che dopo due settimane di vita fa già i capricci. Però io penso a dormire, che poi a che serve dormire? Tempo sprecato.


Ormai ho imparato i miei piccoli trucchetti per morire sul letto senza troppe complicazioni quando sono a casa, ma fuori non è facile rispettarli. Tipo il film d'autore alle 2 di notte: Antonioni, per esempio, è la mia ninna nanna preferita, mi fa addormentare dopo i primi 8 minuti di film. Tento di concludere il suo 'Le amiche' da mesi ma proprio non ce la faccio, l'occhio mi si chiude troppo facilmente.
Oppure il classico libro, ho quintali di libri sul comodino da leggere e invece finisco sempre col cellulare in mano a scrivere stronzate a gente con i miei stessi problemi di insonnia. Ecco perchè non volevo il cellulare tutto tecchinologgico, perchè mi perdo i libri prima di andare a letto e certi momenti interessanti della vita. Però ho internet everywhere e come fai a dire di no a internet everywhere? No, non si può. Mi chiedo ancora come sia potuta sopravvivere finora senza.


Ma mi ci vedete? A casa dell'amico/a di turno a vedere un film di Antonioni magari con i postumi delle mie serate troppo wasted? Non è proponibile. E comunque, se anche riuscissi ad addormentarmi, nulla mi impedirebbe di svegliarmi 3 minuti dopo, illusa di aver dormito ore e delusa dalla realtà.
Dovrò arrendermi all'evidenza, solo il mio letto sa soddisfarmi, solo i miei muri pieni di poster da liceale mi rilassano, solo il mio pigiama con i gattini è comodo. Ma intanto quando parto o mi trasferisco riesco a dormire tranquillamente, magari passano un paio di giorni in cui mi abituo e poi è tutto tranquillo, quindi di nuovo, perchè? Dormirò sempre e solo a casa, il che è alquanto tragico, soprattutto se detto da una che deve dormire i prossimi tre giorni a casa di un'amica.